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Il 2 novembre 2001 è stata stipulata, a Parigi, la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITÀ CULTURALE. Tra le “Linee Essenziali di un Piano d’Azione” si legge, al punto 9: “Incoraggiare "l'alfabetizzazione digitale" e accrescere la conoscenza delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che devono essere considerate sia discipline d'insegnamento sia strumenti pedagogici in grado di rafforzare l'efficacia dei servizi educativi.” In base a questa definizione l’Associazione KINEO ha ricevuto il patrocinio dell’UNESCO nel 2012 per la sua competenza nel combattere il video-analfabetismo e potenziare la Carta dei Diritti della Comunicazione Internazionale.  In particolare l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ha riconosciuto il metodo VAM (Video Alfabetizzazione Multisensoriale) come uno dei più avanzati sistemi di sviluppo della democrazia digitale.
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On November 2nd, 2001 the UNESCO UNIVERSAL DECLARATION ON CULTURAL DIVERSITY was signed in Paris. Among the "Essential Lines of an Action Plan" it says, in Annex II/9: "Encouraging "digital literacy" and ensuring greater mastery of the new information and communication technologies, which should be seen both as educational disciplines and as pedagogical tools capable of enhancing the effectiveness of educational services." According to this definition KINEO has received the patronage of UNESCO in 2012 for its expertise in challenging video-illiteracy and strengthening the Charter of Rights of the International Communication. In particular, UNESCO has recognized the VAM method (Video Literacy Multisensory) as one of the most advanced systems for the development of digital democracy.
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Questa tipologia di workshop VAM é un sistema formativo per l'educazione ai linguaggi. Adatto a partecipanti di tutte le età e alle scuole.   Fondato sulla multisensorialità, la condivisione degli obiettivi e le relazioni empatiche tra i partecipanti.
Il VamAlpha è un laboratorio dedicato a migranti e richiedenti asilo che utilizza un approccio multisensoriale allo scopo di favorire l’apprendimento funzionale della lingua italiana. Il workshop è centrato sulle motivazioni relazionali e affettive dei partecipanti.
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VamAlpha is a laboratory dedicated to migrants and asylum seekers.  The multisensory method is used to promote the practical learning of the Italian language.  It is centered on relational and affective motivations of the participants.
This kind of VAM is a training workshop for education in audio-visual languages. It is open to participants of all ages and to schools. It is based on multisensory, sharing of purposes and empathic relationships between the participants. The purpose of the workshop is to acquire the ability to listen to the world, breaking the cultural barriers that stun perception.
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Lo scopo di questi laboratori è quello di acquisire l’abilità di ascoltare il mondo esterno, rompendo le barriere culturali che impediscono la percezione. Il metodo è basato su attività performative che vedono nella disabilità una risorsa creativa: la deprivazione sensoriale di un organo, del cieco o del sordo per esempio, è portatrice di ricchezza all’interno dell’officina. Il potenziamento della qualità percettiva produce una maggiore potenzialità espressiva e creativa attraverso l’ultilizzo delle moderne tecnologie digitali. Non si agisce più per accumulo di informazioni, come in un usuale sistema educativo, ma attraverso un “digiuno percettivo” che rinnova la grande risorsa empatica e intuitiva.
The purpose of the workshops is to acquire the ability to listen to the world, breaking the cultural barriers that stun perception. The method is based on performances and activities that develop disability as a creative resource: the deprivation of a sensorial organ, as with the blind or deaf for example, is the bearer of wealth within the laboratory.  Through the use of modern digital technology, perceptual qualities are enhanced producing greater expressive and creative power.  This workshop does not work by “accumulating information”, but on the contrary, through a subtractive process, like perceptive fasting. 
VAM WORKSHOP ARCHIVE
Il rapporto insegnamento/apprendimento nell’ambito dell’educazione significa ex-ducere, cioè tirar fuori. Ma nel tempo questo ex-ducere si è trasformato in un indurre qualcosa nel discente: anche senza cattive intenzioni, forse inconsapevolmente, si propone un modello autoritario camuffato da metodo democratico.  L’insegnante è la sfera nella quale l’apprendente deve entrare per forza.  Con il metodo VAMalpha si rovescia la prospettiva, cioè si entra all’interno della “sfera" degli studenti, delle loro esigenze vere, concrete, affettive.  L’esigenza primaria per questi ragazzi immigrati è di possedere la lingua italiana.  Non si cerca di estrarre forzatamente da loro qualcosa o, al contrario, di imboccarli, ma semplicemente li si aiuta. Questa secondo noi è vera educazione.
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This workshops reaches the intimate roots of the meaning of a language.  The teaching / learning relationship in education comes from latin “ex-ducere”, which means “to pull out”. But over time this ex-ducere changed into “inducing” something in the learner: even without negative intentions, perhaps unconsciously, an authoritarian model is proposed, disguised as a democratic method.  The VAM method reversed the perspective and we entered into the "sphere" of the students, their real concrete and affective needs.  The primary need for these immigrants is to learn the local language. It is not about trying to forcibly extract something from them or, on the contrary, to teach them. It is just about offering help.In our opinion this is true education.
Documentario sul VAM psy
Il primo laboratorio sperimentale VAM si è svolto a Trieste, e più precisamente all’interno dell’ex ospedale psichiatrico, grazie all’appoggio dell’Azienda Sanitaria n°1 Triestina. A condurre il laboratorio sono stati un regista cinematografico, un musicista e uno psichiatra. Un gruppo eterogeneo di persone, tra cui registi, attori, produttori, fimmakers, fotografi, insegnanti, musicisti, è stato coinvolto in attività performative che vedono nella disabilità una risorsa creativa.          All’interno del gruppo infatti erano presenti persone non vedenti e che hanno a disposizione altri sensi rispetto alla normo-dotazione. Il contributo di queste persone è stato essenziale e prezioso: per un audioleso ciò che conta è la frontalità di una testimonianza in cui il labiale è visibile e decifrabile; per un non vedente è altrettanto importante la “messa a fuoco sonora” del soggetto da riprendere, la cui “giusta distanza” dipende dall’empatia che si crea tra la realtà ripresa e chi la riprende. Per una persona che si sposta in carrozzina, il punto di vista “ombelicale” diventa il centro di uno sguardo il cui fulcro è sull’intera persona. Modulo 1 - Memoria sensoriale Immagini visive, immagini acustiche, immagini corporee: recupero di alcuni ricordi legati alle percezioni sensoriali. In questa prima fase si è evidenziato come il ricordo sia legato fortemente alla percezione di una sensazione corporea connessa alla vista piuttosto che all’olfatto o al tatto.         Modulo 2 - Destrutturazione Tale modulo viene declinato rispetto ai 5 sensi. Rinnovamento e potenziamento della percezione sensoriale attraverso la privazione/alterazione della stessa.            Modulo 3 - L’approccio e il linguaggio Prendere visione dei mezzi che consentono di poter registrare audio e video di una data realtà. Primo approccio con i mezzi di ripresa affinché ognuno trovi una propria dimensione e la condivida con il suo gruppo. Moduli 4 e 5 - L’azione agente Queste due lezioni sono fondamentali per iniziare un percorso narrativo e poetico in cui i gruppi di lavoro o anche i singoli, dipende dai casi, iniziano un’ esplorazione che si basa sull’idea della scoperta e della sorpresa. In queste sessioni i gruppi sono invitati a organizzarsi per effettuare delle riprese libere, senza un tema prefissato e precostituito, ma in un tempo prestabilito.
In questi moduli si testa l’abilità di classificare frammenti di realtà che portano con sé una propria potenza comunicativa. Lo spettatore si sente parte di quello che osserva, la realtà diventa uno specchio dove riflettere ed essere riflessi.         Moduli 6 e 7 - Analisi Questa è la parte più impegnativa di tutto il laboratorio perchè si basa sull’analisi e la riflessione su ciò che si è registrato ed è qui che è necessario operare delle scelte, capire quando nell’inquadratura la temperatura sale e quando scende, cogliere i segmenti significativi. Il riascolto e le annotazioni fanno parte di un momento molto importante e soddisfacente, perchè è a questo livello che si ottengono le più sorprendenti rivelazioni!       
all’ex Ospedale Psichiatrico di Trieste
The first experimental laboratory VAM was held in Trieste, and more precisely in the former psychiatric hospital, with the support of the main local Health Care Society. A film director, a musician and a psychiatrist lead the workshop. A diverse group of people, including directors, actors, producers, filmmakers, photographers, teachers, musicians, has been involved in performing activities which develop disability as a creative resource.           Within the group there were in fact people who are blind or who are forced to practice a different use of their senses. The contribution of these people is essential and precious: for a hearing-impaired, what matters is the frontal image of the character speaking in a video, because the lips are visible and readable. For a blind person, the "sound focus” of the desired subject is equally important, whose "right distance" from the microphones depends on the empathy created between reality and the person shooting. taking in consideration wheelchair bound person, his particular point of view becomes the center of a view whose focus is on the whole person. Module 1 - Sensorial memory Visual images, sound images, taste images, smell images, body images. The recovery of some memories related to sensory perception. At this early stage it is evident that the memory is strongly linked to the perception of a bodily sensation, connected to sight rather than the sense of smell or touch.         Module 2 - De-construction  This module is about the 5 senses. Different exercises are performed in order to de-construct the sensory apparatus. Renovation and expansion of sensory perception through deprivation and alteration.            Module 3 - The approach and the language  Basic study of the tools that allow audio-video recording. Brief moments of familiarisation with the recording tools so that everyone finds their own dimension and shares it with the group. Module 4 e 5 - Operative action  These two modules are fundamental to begin a narrative and poetic path. The group explores the idea of discovery and surprise. In these sessions, participants are encouraged to organise themselves and carry out free shooting, without a fixed and pre-established theme, but in a set time. The ability to classify fragments of reality that carry their own power of form and content is tested here. The viewer feels part of what he observes, reality becomes the mirror in which to reflect and be reflected.         Module 6 e 7 - Analysis  This is the most challenging part of the entire laboratory because it is based on an analysis and reflection on what has been filmed and recorded. Here, choices need to be made to understand the frame, when the pathos rises and when it falls, when to catch the significant segments, differentiating the fundamental semantic nuclei from the connective tissue.  Playback and annotations are an important and very satisfying moment because it is at this level that the most amazing revelations take place.       
at ex Psychiatric Hospital of Trieste
A Documentary on VAM psy
con operatori Italian Consortium of Solidarity
Questo terzo laboratorio VAM è stato realizzato assieme agli operatori dell’ICS che lavorano ogni giorno a contatto con una realtà umana molto forte come quella dell’immigrazione. Operatori che si muovono e lavorano a Trieste, all’interno di un’organizzazione solidale che si occupa di dare assistenza e alloggio a ragazzi richiedenti asilo politico in Italia. Linee guida del laboratorio  Viviamo in un mondo dominato dall'immagine e dal rumore; una colonna sonora industriale, che noi non abbiamo scelto, ci accompagna. Restano pochi luoghi del silenzio e dell'ascolto. Esercitiamo l'ascolto, prendiamo coscienza di dove siamo, della materia artificiale nella quale siamo immersi. Non escludiamola con disprezzo, sarebbe ipocrita e finto, ma impariamo a scomporla e a decifrarla, a riconoscere quali cose ci vanno bene e quali no. Impariamo ad ascoltare l'altro. Una delle condizioni della contemporaneità è l'isolamento nel proprio Io, nel proprio mondo. Nel proprio terminale informatico che ci illude di comunicare con il mondo intero. Ma comunicare con l'altro significa respirare la stessa aria, annusare il suo odore, a volte non si tratta propriamente di un profumo. Impariamo a stare con gli altri, non soltanto con i nostri coetanei, con il nostro gruppo di riferimento ma anche con i bambini, gli anziani, le persone che provengono da altre terre a noi lontane, da altre culture. Impariamo ad interrompere la catena delle consuetudini. Frequentare lo "stesso bar" puo' essere una forma ossessiva di dipendenza verso un rassicurante malessere. Perdiamoci nelle periferie per vedere come vivono le persone, disperdiamoci nella straordinaria avventura del quotidiano. Incontriamo persone nuove, diverse da noi. Utilizziamo gli strumenti che le tecnologie digitali ci propongono, telecamere e macchine fotografiche, per scoprire, attraverso l'ascolto, il mondo che si muove fuori da noi e che nello stesso tempo è “visto” attraverso i nostri sensi. Quel mondo è in verità ancora ricchissimo di misteri, se poniamo attenzione a Lui invece che a noi, attraversandoci, si rivelerà regalandoci il sentimento della meraviglia.  
www.icsufficiorifugiati.org
This third VAM laboratory was created together with the ICS operators, who work daily in contact with the very strong human reality of immigration. The operators work in Trieste within a solidarity organisation providing assistance and shelter to asylum seekers in Italy. Laboratory guidelines: We live in a world dominated by images and noises; an industrial soundtrack, which we have not chosen, but that accompanies us. Only few places to be silent and listen are left: if we actively listen we become aware of the place we live in, the artificial area in which we are immersed.  Let’s not exclude it and reject it, it would be hypocritical and false. Let’s learn to analyse it and decipher it, to recognise which things are going well and which are not. It is important to learn to listen to each other. One of the conditions of the contemporary world is the isolation in ones own “self”, inside the personal computer that gives us the illusion of communicating with the entire world. But to communicate with each other means to breathe the same air, smell others, and sometimes it is not quite a perfume.   We need to learn to be with others, not only with our mates and friends but also with children, elders, people who come from other lands and other cultures. Let’s learn to stop the chain of habits.  To frequent the same bar can be a form of obsessive dependence on a reassuring malaise. Let’s loose ourselves in the suburbs to see how people live the extraordinary adventure of the everyday life, to meet new people who are different from us.Let’s use the tools that digital technologies offer us, cameras and photo cameras, to find out, through listening, that the world moves outside of it and that at the same time it is "seen" through our senses.  That world is still very rich of mysteries, if we pay attention to it rather than to ourselves, it will reveal itself to us.  
with operators at Italian Consortium of Solidarity
Liceo Artistico Statale “P. Candiani” di Busto Arsizio, Istituto Statale d’Arte “E. e U. Nordio” di Trieste e Centro SMAC di Trieste.
  Il metodo VAM è stato qui sperimentato su un bacino d’utenza maggiore (circa 80 partecipanti tra ragazzi ed adulti). Il successo di quest’esperienza è dovuto alla malleabilità del metodo VAM: anche adattato e condensato il metodo non ha perso la sua efficacia e si è inserito agevolmente nel contesto scolastico classico. I ragazzi, a rotazione, hanno partecipato a tre laboratori multisensoriali divisi per temi. Laboratorio del Corpo   Sono stati svolti esercizi per alterare la percezione usuale del corpo e dello spazio: la privazione della vista tramite l’uso di bende induce un nuovo adattamento sensoriale attraverso l’uso degli altri sensi a nostra disposizione. Attraverso il canto e l’emissione della propria voce si cerca di percepire la propria persona e lo spazio che essa occupa. Allo stesso modo si è cercato di percepire, attraverso la risonanza del canto di altre persone, i micro cambiamenti all’interno del proprio corpo. Laboratorio del Suono    Ogni partecipante si è approcciato ai vari strumenti a disposizione (tutti costruiti a partire da materiale di riciclo) suonandoli liberamente e creando così una massa sonora concreta e viva. Questa fase genera molto divertimento nel gruppo, buon inizio per conoscersi senza parlarsi. Dopo una breve introduzione base dei parametri del suono (durata, frequenza e ampiezza) si è introdotto il concetto di sinestesia sonora: Al gruppo viene posto il problema di definire sensazioni “altre” attraverso l’uso dei parametri del suono appena imparati e del proprio strumento. Sono state suonate sensazioni come il freddo, il ruvido, il dolce, l’acido, un mal di pancia. Sono state suonate immagini come Il triangolo, la spirale e la muffa sul muro. Tali esercizi multisensoriali sono stati propedeutici all’esecuzione di Partiture Immaginali. Ogni gruppo ha avuto il compito di pensare ad un soggetto da rappresentare attraverso una mini partitura sonora che tenga conto delle caratteristiche sensoriali del soggetto scelto. Al termine della performance gli ascoltatori devono raccontare che sensazione hanno ricevuto e indovinare il soggetto rappresentato dagli esecutori. Laboratorio dell’Immagine          I ragazzi, seduti in cerchio, sono stati stimolati a ripercorrere nella memoria un fatto accaduto nella loro infanzia, il più lontano possibile e legato ad una o più percezioni sensoriali predominanti in quel momento. “La prima volta che ricordate di aver sentito un odore, un suono. A cosa è associato? Quali sensazioni porta con sé? È un ricordo piacevole oppure no?” Il gruppo al termine di questi interventi è un gruppo nuovo, di facce conosciute, di persone che forse non ne ricorderemo il nome ma qualcosa di più forte: conosciamo un momento importante della loro vita personale. Ogni singolo racconto è vissuto con estrema attenzione dal resto del gruppo, che partecipa soffrendo e gioendo durante la narrazione. Chi ascolta percepisce il valore del momento, riconosce l'emozione del raccontare, è sensibile al ricordo dell'altro, anche in lui riaffiorano ricordi ed emozioni. Il raccontare fatti legati alla propria infanzia coinvolgendo uno o più sensi provoca nell'ascoltatore la riattivazione di quegli stessi sensi e l'assorbimento immediato della percezione emotiva legata ad un ricordo non suo. L'operazione ha generato nei partecipanti un sentimento di libertà espressiva attraverso l'esternazione di ricordi personali ed intimi.
Artistic high-school “P. Candiani” from Busto Arsizio, Art Institute “E. e U. Nordio” and Centre SMAC from Trieste.
  The VAM method was tested here on a larger catchment area (about 80 participants, including children and adults). The success of this experience is due to the malleability of the VAM method: even adapted and condensed, the method has not lost its effectiveness and has been easily inserted in the classical school context. The students participated in three multi-sensory laboratories divided by themes.  Body Lab    Some exercises were carried out to alter the usual perception of body and space: the deprivation of sight, simulated through the use of blind folds, induced a new sensory adaptation through the use of the other senses available. The students tried to perceive the micro changes in their bodies through the proper voice and the resonance caused by the singing of other people. Sound Lab    Each participant approached the various music instruments available (all made from recycled materials) by playing freely and creating a concrete and living mass of sound. This phase generated a lot of fun in the group, which was a good start to get to know each other without speaking. After a brief introduction of basic sound parameters (duration, frequency and amplitude) the concept of sound synesthesia was introduced: the group was invited to define other feelings through the use of their newly acquired sound parameters and the music instrument assigned to them. Sensations like cold, rough, sweet, acid, a stomach ache were played, as well as images like triangles, spirals and mildew on the wall.  These multi-sensory exercises were the preparation to then execute some imaginative music scores: each group had the task to think of a subject to be represented through a mini sound score which took into account the sensory characteristics of the chosen subject. At the end of the performance the audience had to tell what feeling they perceived and guess the subject represented by the performers. Image Lab          The students, sitting in a circle, were encouraged to retrace a memory of something that happened in their childhood, connected to one or more sensory perceptions prevailing at that time. "The first time you remember a smell, a sound. What is it associated to it? What sensations does it bring with it? It's a pleasant memory or not?” At the end of these activities the group became a new group of familiar faces, of people who perhaps do not remember each others names but something deeper instead: they know an important moment of their personal lives. Every single story was lived with great attention by the rest of the group, who participated, suffered and enjoyed the narration. The listeners perceived the value of that particular moment, recognized the excitement of storytelling and they were sensitive to the memories of the others. In this way a cascade of new memories arose among the group. The memories of childhood which involve one or more of the senses, provokes in the listener a reactivation of those same senses and an immediate absorption of the emotion linked to somebody else’s memory. The participants perceived the sense of freedom of expression through the externalisation of personal and intimate memories.
Il laboratorio VAM è stato condotto con un gruppo misto composto da 55 studenti frequentanti la Terza classe del Liceo Artistico avente gli indirizzi Plastico-Pittorico e Multimediale (fotografia e video). 
 I conduttori del laboratorio erano sei. L’articolazione dei tempi di lavoro si è stata modulata su 3 giorni per 5 ore al giorno. L’organizzazione delle attività specifiche ha previsto la composizione di piccoli gruppi coordinati dai conduttori e da momenti di esercizio e di feedback nel collettivo. PRIMO GIORNO - Accoglienza Presentazione e saluto dei singoli partecipanti al gruppo riunito in cerchio. Comunicazione dei conduttori sull’organizzazione dei lavori e le attività da svolgere nei laboratori. I° INPUT > IL BRAIN FRAME Il brain frame è un processo per riportare alla memoria il proprio vissuto profondo. Comunicazione da parte dei conduttori di una o più esperienze personali che hanno inciso in modo determinante sulle proprie scelte artistiche e professionali.
 Nella fase successiva ci si è organizzati in cinque gruppi per consentire agli studenti di ogni gruppo di concentrarsi per far affiorare il proprio BRAIN FRAME.
 Tutti gli studenti hanno espresso in modo chiaro e articolato le proprie esperienze all’interno del gruppo. II° INPUT > ULISSE E LE SIRENE    A questo punto è stato proposto un esercizio denominato ULISSE E LE SIRENE.
 Un soggetto seduto a occhi chiusi, circondato ai quattro punti cardinali da altrettanti soggetti, ascoltava i BRAIN FRAMES pronunciati simultaneamente.
 Ogni studente ha avuto la possibilità di essere ascoltatore (Ulisse) e narratore (Sirena).
   Nei piccoli gruppi i partecipanti hanno riferito quali parole, frasi e stati d’animo ricordavano o avevano percepito nell’ascolto dei vari racconti.
Sulla base dell’analisi di questi “echi percettivi” si è giunti ad individuare dei MACRO-TEMI e dei MICRO-TEMI multisensoriali in connessione tra loro, cioè suggestioni e concetti comuni e condivisi all’interno del gruppo, non solo di natura visiva, ma anche sonora, tattile e olfattiva. 
Come ultima attività della giornata ogni gruppo ha riferito a tutti una breve sintesi del processo specifico di individuazione dei MACRO-TEMI che sono risultati i seguenti: > PERDITA- RIGENERAZIONE 
> RIGENERAZIONE – COMPETIZIONE
 > TRANSIZIONE – CONSAPEVOLEZZA 
> PERDITA – RELAZIONE
 > ADDOMESTICAMENTO – SELVATICHEZZA  SECONDO GIORNO Dopo un breve feedback sulle attività e gli esiti relativi al primo giorno, è stato proposto un esercizio per affinare, attraverso un’azione corporea, le proprie capacità di percezione multisensoriale. III° INPUT > KARMA TUNNEL o TUNNEL DELLA VITA Le persone, disposte l’una di fronte all’altra, hanno costituito un lungo tunnel che ogni soggetto doveva attraversare bendato. La consegna era che ciascun soggetto che formava il tunnel poteva liberamente decidere come accogliere il “passante” utilizzando la voce, creando ostacoli, favorendo il passaggio. Ogni singolo studente ha avuto la possibilità di essere parte del tunnel e di attraversarlo. Durante l’esecuzione dell’esercizio si è assistito a una multiforme e complessa varietà di stimoli, comportamenti e reazioni da parte degli studenti.
 Nella discussione successiva all’esercizio è stata sottolineata dai partecipanti l’importanza dell’aspetto relazionale durante lo svolgimento dell’esercizio, poiché ciò che si è trasmesso a chi attraversava il tunnel ha avuto una reciprocità nel momento in cui, a propria volta, si era protagonisti del passaggio (Karma = Azione). A questo punto i vari gruppi sono usciti accompagnati dai propri conduttori per intraprendere un’esplorazione dello spazio esterno che tenesse conto di tutti gli stimoli multisensoriali, concettuali, emotivi che i soggetti avevano sperimentato durante gli esercizi e che avesse connessioni con il MACRO-TEMA individuato dal gruppo. IV° INPUT > ESPLORAZIONE (OUTSIGHT)   L’attività consisteva quindi nel rilevare ciò che nell’ambiente, esplorato e ascoltato con attenzione e pazienza, poteva “risuonare” nei partecipanti. Si trattava cioè di cogliere, attraverso la propria sensibilità, ciò che l’ambiente poteva restituire di poetico.
 Ogni studente ha registrato la realtà attraverso i propri specifici strumenti, vale a dire quelli più consoni alle proprie attitudini e capacità espressive: fotografie, video, registrazioni audio, disegni, dipinti, teatro ed espressione corporea, scrittura. Nell’ultima parte dell’incontro si è provveduto ad ordinare ed acquisire i materiali prodotti. TERZO GIORNO I conduttori hanno provveduto ad organizzare i materiali prodotti dal proprio gruppo e a sottoporli alla visione e alla discussione collettiva, ripercorrendo i passaggi concettuali e metodologici emersi durante gli incontri.
 Ogni gruppo è riuscito a realizzare un lavoro vero e proprio, rispondente ai criteri che si era dato, all’uso creativo dei propri mezzi espressivi e inerente ai MACRO-TEMI individuati. È da sottolineare l’originalità e la diversità di ogni singolo lavoro prodotto che denota un proprio chiaro e caratteristico segno distintivo: > PERDITA - RIGENERAZIONE: questo gruppo ha evidenziato nel proprio lavoro, soprattutto di carattere fotografico, una capacità di cogliere nel dettaglio le “risonanze” ambientali di spessore poetico, profonde, personali e più intime inerenti il proprio MACRO-TEMA.   > RIGENERAZIONE – COMPETIZIONE: questo gruppo di lavoro ha realizzato una efficace riflessione meta-cognitiva sul processo di elaborazione “multimediale” del proprio MACRO-TEMA durante le attività svolte nei tre giorni.   > TRANSIZIONE – CONSAPEVOLEZZA: questo gruppo ha costruito, attraverso l’uso del corpo e della voce, una performance collettiva di notevole impatto emotivo, creando un acting teatrale multisensoriale.   > PERDITA – RELAZIONE: questo gruppo ha mostrato una forte propensione alla sperimentazione dei mezzi e dei linguaggi espressivi, realizzando un lavoro di elevato livello concettuale ed estetico, anche grazie all’uso di tecniche specifiche (stop-motion, body painting).   
> ADDOMESTICAMENTO – SELVATICHEZZA: questo gruppo ha mostrato i materiali video nella loro integralità, cioè seguendo il flusso continuo delle riprese effettuate. Da questa impegnativa visione sono scaturite interessanti osservazioni e analisi sul metodo VAM e sulla necessità di costruire un rinnovato rapporto Uomo/Ambiente centrato su una forte consapevolezza dell’artista come medium, autentico e originale, fra Realtà, Arte e Verità.   Da questa impegnativa visione sono scaturite interessanti osservazioni e analisi sul metodo VAM e sulla necessità di costruire un rinnovato rapporto Uomo/Ambiente centrato su una forte consapevolezza dell’artista come medium, autentico e originale, fra Realtà, Arte e Verità.
Liceo Artistico Statale “P. Candiani” di Busto Arsizio, indirizzi plastico/pittorico e multimediale
Artistic high-school “P. Candiani” from Busto Arsizio, classes sculpture, painting and multimedia
The workshop has been conducted by 6 “teachers” (also called conductors) and a group of 55 students from the sculpture, painting and multimedia classes in the Art School. The whole workshop was created in 3 days, with lessons of 5 hours per day. The students have been divided in small groups to better perform certain exercises, although there have been moments of collective activities and feedback. DAY ONE - Welcoming presentation of all the participants and conductors organized in circle. I° INPUT > THE BRAIN FRAME Bring back the individual deep memory. Communication by the conductors of one or more personal experiences that have had a decisive influence on their artistic and professional choices. Creation of five groups to allow students to focus and to bring out their own BRAIN FRAME. Tutti gli studenti hanno espresso in modo chiaro e articolato le proprie esperienze all’interno del gruppo. II° INPUT > ULYSSES AND THE MERMAIDS A person is sitting with eyes closed, surrounded by 4 people telling their own BRAIN FRAMES simultaneously. Each student had a chance to be a hearer (Ulysses) and a narrator (Mermaid).
   Participants reported what words, phrases and moods had perceived in listening to the different stories. Identification of MACRO and MICRO multisensory themes connected to each other, according to the suggestions shared within the group. The MACRO-THEMES resulted were: > LOST- REGENERATION 
> REGENERATION – COMPETITION
 > TRANSITION – AWARENESS 
> LOST – RELATIONSHIP
 > DOMESTICATION – WILDNESS  DAY TWO After a brief feedback on the activities and results for the first day, it was proposed an exercise to sharpen the multisensory perception through bodily action. III° INPUT > KARMA TUNNEL o TUNNEL OF LIFE Students, organized one in front to the other, have formed a long tunnel that each participant had to cross blindfolded. Each subject forming the tunnel could freely decide how to behave when somebody was walking inside the tunnel: using scaring or soft voices, creating obstacles, allowing the crossing. Each student had a chance to be part of the tunnel and to cross it. The relationship is important during the exercise. The behavior of a student while others are walking inside the tunnel found a highlighted echo when the same student had to cross the tunnel. At this point the groups have been accompanied by their conductors for an exploration of the outside space: taking into account all the multisensory stimuli experienced during the indoor exercises, the students were invited to search for connections with the MACRO-THEME identified by each group. IV° INPUT > EXPLORATION   To detect and highlight what in the surrounding environment can resonate with each student. Through the own sensitivity, each student had the possibility to find and share a poetic response from the environment. Each student has captured reality through the instruments they chose: photographs, videos, audio recordings, drawings, paintings, theater and body expression, writing. DAY THREE Organization, vision and collective discussion of the materials produced. Each group organized the materials relating to the MACRO-THEMES previously identified. We want to emphasize the originality and diversity of each individual work: > LOST - REGENERATION: This group created a photographic book, showing a good sensitivity in catching environmental details and poetic resonances according to the MACRO theme assigned.   > REGENERATION – COMPETITION: This group developed an effective meta-cognitive reflection on the process of elaboration of the assigned MACRO theme.   > TRANSITION – AWARENESS: This group built, through the use of body and voice, a collective performance of great emotional impact, a multi-sensory theatrical act.   > LOST – RELATIONSHIP: This group showed a strong propensity for experimentation of means and forms of expression, creating a conceptual and aesthetical film through the use of specific techniques (stop-motion and body painting).   
> DOMESTICATION – WILDNESS: This group agreed in showing all the videos continuously and then discussing the fundamental procedure of video-editing.   From all these resulted interesting materials produced through the VAM method we could observe the need to build a renewed relationship between Man and Environment, centered on a strong awareness of the artist as an authentic and original medium between Reality, Art and Truth.
Assieme ai ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Marzo 2015
ARCHIVIO VAM alpha
In questo laboratorio abbiamo toccato le radici intime di cosa significa conoscere una Lingua. Il rapporto insegnamento/apprendimento nell’ambito dell’educazione significa ex-ducere, cioè tirar fuori. Ma nel tempo questo ex-ducere si è trasformato in un indurre, s’induce qualcosa nel discente, anche senza cattive intenzioni, forse inconsapevolmente, si propone un modello autoritario camuffato da metodo democratico. Con il metodo VAM abbiamo rovesciato la prospettiva, cioè siamo entrati noi all’interno della “sfera” degli studenti, delle loro esigenze vere, concrete, affettive. L’esigenza primaria per questi ragazzi immigrati è di possedere la lingua italiana. Sintesi del laboratorio sperimentale Dopo esserci presentati (grazie alla conoscenza della lingua inglese da parte di alcuni di loro) abbiamo semplicemente chiesto ai ragazzi cosa gli piaceva fare. Tutti hanno parlato e tutti hanno espresso, com’era ovvio, la volontà di voler apprendere la lingua italiana. Sono emersi anche quattro temi generali che riguardano il loro piacere nel fare SPORT, il loro pensiero alla CASA, l’amore per la NATURA e il LAVORO come necessità per vivere.   A questo punto, per stimolarli a definire meglio questi temi, abbiamo utilizzato una modalità che poteva essere immediatamente comunicativa: il linguaggio del disegno. Non avendo con la stragrande maggioranza di loro l’interfaccia della lingua parlata e scritta, abbiamo utilizzato un linguaggio che, in quel momento, diventava universale. Si è venuto così a formare un abbecedario funzionale (e sentimentale) pieno di segni, colori, movimento. Si è dato il nome alle cose che avevano disegnato cercando di suscitare in loro il sentimento, l’azione sentimentale che accompagnava quei disegni e il perché di queste azioni.    Sono emerse delle situazioni molto interessanti: per esempio che il cuore è un organo del nostro corpo ma è anche un organo del sentimento. Un ragazzo, a un certo punto, dopo che avevamo nominato i vari stati d’animo umani, ha detto: “IO SONO FELICE DI ESSERE LONTANO DALLA MIA TERRA”. Un altro ragazzo, suo connazionale, ha capito l’essenza di questa frase e non era d’accordo: ciò ci ha consentito di introdurre la parola “NON” all’interno della stessa frase. Per potenziare l’interesse, le motivazioni, l’attenzione e la fiducia del gruppo abbiamo proposto dei filmati girati da noi, che riguardavano i temi che loro avevano fatto emergere, LA CASA, IL LAVORO, LO SPORT. Abbiamo realizzato delle brevi riprese nella nostra casa di Trieste con delle azioni abbinate: aprire la porta, camminare, recarsi in cucina, preparare il caffè, fumare una sigaretta in un momento di relax…    Per il “Lavoro” abbiamo filmato dei cantieri nella città di Trieste, un cantiere che sta costruendo un edificio, l’asfaltatura di una strada. I ragazzi hanno colto immediatamente la proposta e hanno reagito rispecchiandosi, hanno riconosciuto la città dove ora vivono, i luoghi reali, le azioni concrete. Il passaggio dai disegni alle immagini vivide è stato un momento determinante che i ragazzi hanno compreso e molto apprezzato.       Conduttori: Rodolfo Bisatti, Maurizio Pasetti, Francesco Scarel, Jacopo Bisatti, Aldo Nodari
Together with the asylum seekers guests at ICS (Italian Consortium of Solidarity) - March 2015
VAM alpha ARCHIVE
In this workshop we touched the intimate roots of what it means to know a language. The teaching / learning relationship in education comes from latin “ex-ducere”, which means “to pull out”. But over time this ex-ducere changed into “inducing” something in the learner: even without negative intentions, perhaps unconsciously, an authoritarian model is proposed, disguised as a democratic method. With the VAM method we reversed the perspective and we entered into the "sphere" of the students, their real concrete and affective needs. The primary need for these people was to learn Italian language. Summary of experimental laboratory After we presented ourselves (thanks to the knowledge of English of some of them) we just asked them what they liked to do. Everyone spoke and expressed themselves, as the will to learn Italian was obvious. Four general issues emerged: the pleasure of doing SPORT, the thoughts on the HOMES they left, the love for NATURE and WORK as a necessity to live.   At this point, to stimulate them and to better define these issues, we used a method that could be immediately communicative: the language of drawing. The majority of them did not have the interface of spoken and written skills so we decided to use a language which could be universal. It came about to form a functional (and sentimental) spelling book full of signs, colors and movement. A name was given to everything they drew (the first approach to the Italian language) and through this expedient we tried to evoke sentiments that accompanied the drawings.    Some very interesting situations emerged: for example, that the heart is an organ of our body but it is also connected to feelings. A boy, at some point, after we named and wrote various human moods, said: “I AM HAPPY TO BE FAR FROM MY LAND!” Another boy, his compatriot, understood the essence of this strong sentence and did not agree: this allowed us to introduce the word "NOT" in the same sentence. To enhance the interest, motivation, attention and confidence of the group we proposed some footage shot by us, that dealt with themes that they had brought up, HOME, WORK, SPORT. We did some brief filming in our house in Trieste with clear and easy actions: open the door, walk, go to the kitchen, make coffee, smoke a cigarette in a relaxing moment ...    For the "Work" topic we filmed the construction sites in the city of Trieste and the paving of a road. The participants recognised the city where they now live, the actual places and actions related. The transition from drawings to vivid images was a defining moment in which the participants understood and appreciated the process.       Conductors: Rodolfo Bisatti, Maurizio Pasetti, Francesco Scarel, Jacopo Bisatti, Aldo Nodari
Assieme ai ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Maggio 2015
Da un foglio trovato appeso al muro della classe l’ultimo giorno di laboratorio: "A pen can win the war and education is the most powerful thing in the world (with) which you can change the world.” “Una penna può vincere la guerra e l’educazione è la cosa più potente al mondo con la quale cambiare il mondo"   La presenza e partecipazione del gruppo di ragazzi è stata numerosa, costante e attiva. Abbiamo riscontrato un’attenzione e solidarietà vitali e creative nel gruppo. La peculiarità di questo VAM è stata quando s’è passati dal filmare e raccontare le cose della vita e della città al raccontarsi. Dalla descrizione oggettiva si è passati a quella soggettiva. I Ragazzi hanno potuto vedersi e ascoltarsi in tempo reale mentre raccontavano di sé e del loro rapporto con l’ambiente. Procedimento Nel primo modulo dopo una rapida presentazione s’è passati all’utilizzo del disegno come lingua universale per dare forma a ciò che è più urgente apprendere in italiano: la casa, la natura, il lavoro, lo svago. Si è nominato ogni disegno nell’insieme e nelle sue singole parti.   Nel secondo modulo s’è proseguito filmando nella realtà le tavole disegnate: come per esempio una pizzeria e il lavoro del pizzaiolo, la pesca, la pescheria, il mercato rionale. Attraverso l’analisi dei filmati s’è raggiunta una base linguistica fondata sulla pratica quotidiana, sulle aspirazioni a trovare un lavoro soddisfacente.        Nel terzo modulo tutto questo è stato accompagnato da un vocabolario sempre più ricco, da un lavoro sui verbi, sugli articoli, o semplici proposizioni, sempre riconducibili a quanto realizzato sulla carta e poi in video.   Il quarto e quinto modulo s’è determinato con una fase avanzata, quando il gruppo s’è appropriato dello strumento comunicativo cioè dell’opportunità d’utilizzo del video per segnare alcune cose fondamentali come per esempio l’utilizzo del bus per spostarsi in vari luoghi della città. C’è anche chi ha scritto e raccontato le proprie esigenze e aspettative.   Considerazioni estratte dalle riunioni di lavoro “Il disegno ha una grande importanza per mediare la comunicazione in assenza di una informazione verbale e i video hanno potenziato i disegni dei ragazzi. Abbiamo stretto il legame tra disegno e immagine in movimento come espressione della volontà dei partecipanti, cioè il voler nominare e conoscere le cose concretamente, da molto vicino. I partecipanti hanno disegnato la pizzeria, il lavoro, la natura e, immediatamente, nella programmazione quotidiana, noi abbiamo realizzato i video della pizzeria o della natura: fiori, frutta, alberi, piante. C’è stato un potenziamento; un approfondimento di questo passaggio rendendolo in tempo reale: un occhio che guarda, vede la cosa e istantaneamente la nomina. Una restituzione senza intermediazioni intellettualistiche, totalmente funzionale al metodo e in effetti, in particolare il terzo modulo del laboratorio è stato fiammeggiante; una simbiosi totale con il gruppo, un circolo completamente virtuoso di passaggi di parole, immagini, richieste, domande che hanno prodotto tantissimo materiale.”(Pasetti)   “Sostanzialmente possiamo riprendere qualsiasi avvenimento dettato dalla contingenza: filmare la sostituzione di una lampada al neon nella stanza dove facevamo lezione, come è capitato, diventa la lavagna tecnologica sulla quale lavorare. Questa dinamicità e volontà di cogliere l’istante portano nel laboratorio un’energia vitale, cioè la vita, l’esistenza enunciata del momento” (Scarel)   “In un Vam così complesso che ha bisogno di delicatezza nell’approccio non possono esserci un numero inferiore di 3 conduttori, noi ci siamo trovati per questo VAM anche in sei, lavorando sui disegni, sul video e all'istante sulla restituzione di quello che è il linguaggio: parole, azioni e verbi. Per cui, per avere questa continuità e non il balbettio e la balbuzie metodologica ci vuole questa “catena di montaggio” che in questo caso funziona non in senso negativo ma sequenziale: si esaminano i disegni, i disegni hanno espresso una certa cosa, il video che è immediato restituisce anche la dinamica, anche le azioni, perché sono piccole progressioni dove si vedono le cose che succedono e mentre si analizzano questi materiali (disegni e video) escono i vocaboli, escono i gesti, escono i verbi, escono gli elementi linguistici. Il nostro scopo non è fare un corso di lingua italiana, ma la lingua italiana passa attraverso questo circolo virtuoso tra quello che è uscito dai partecipanti, restituito da un audiovisivo che ha dentro tutto il suono, la drammaturgia, gli oggetti, coinvolge i contesti e quello che viene nominato. La cosa individuata, è talmente concreta e impossibile da abbandonare che viene sviscerata anche nell’aspetto linguistico. Il passaggio delle informazioni tra i conduttori è rapido, in real-time”. (Pasetti) “Il VAM è come lo scrittore che non si spaventa più davanti all’orrore della pagina bianca, la tela, il foglio, il blocco di marmo, la telecamera. Il VAM funziona da contenitore modellato ma anche modellante. Accoglie in una certa maniera e sa come accogliere. Questo procedimento è impossibile da eludere, questa specie di azzeramento, questa dialettica negativa che c’è dentro al metodo. La Camera Zero si realizza, è l’ascolto”. (Pasetti)               “La preparazione dei video per l’incontro pomeridiano viene realizzata la mattina stessa dopo la riuone operativa, dai nostri operatori e conduttori, utilizzando l’esperienza del giorno prima” (Bisatti) “Escono questioni essenziali, è come ridare un peso semantico alle parole: il pesce, la frutta, il mercato, l’autobus. Una realtà oggettiva quando entra nell’inquadratura suggerita dai partecipanti viene rafforzata nella sua funzione. E’ la differenza tra oggetti energeticamente rilevanti e “cose morte”. I ragazzi guadano le cose per rinominarle, danno loro la vita che si meritano, il loro valore d’uso inizia dalla loro individuazione. Prendere un mezzo pubblico per spostarsi, per esempio, diventa una questione sostanziale, per nulla scontata, non banale, ma necessaria. Fare attenzione alle cose, ai dettagli è ciò che contraddistingue il VAM alpha. Far vedere, rivelare, quello che non è facile osservare per noi cittadini “integrati” perché eccessivamente a portata di mano. (Bisatti)   “Nel VAM non sfaccendiamo il palcoscenico come diceva Carmelo Bene quando criticava movimenti inutili e riempitivi degli attori sulla scena, non diamo per scontato automatismi del linguaggio, ci interessa la Visione.” (Pasetti) “Il passo creativo di questa sessione VAM è scaturito quando abbiamo filmato i ragazzi mentre disegnavano e commentavano spontaneamente i loro disegni. Conversazioni in tempo reale. Passaggio tra oggettività e soggettività… qui c’è la proiezione del rispecchiamento, dalla visualizzazione del disegno si passa alla restituzione dell’autore del disegno. Il video in questo caso è servito anche a dividere lo schermo tra colui che parla e ciò che ha prodotto. I ragazzi sono diventi soggetti attivi naturalmente.” (Scarel)   “Ci sono sicuramente diversità metodologiche nel VAM rispetto a una scuola tradizionale di lingue, di cinema, di comunicazione ecc… ma La Video Alfabetizzazione Multisensoriale veicola una relazione che va oltre e che si concretizza e incarna in una richiesta chiara da parte dei ragazzi alla fine di ogni laboratorio: “Ma come? non ci vediamo lunedì?” (Pasetti) Conduttori: Rodolfo Bisatti, Maurizio Pasetti, Francesco Scarel, Jacopo Bisatti, Flavia Serio, Salvatore Frisina, Valeria Fabris
A sheet left on the wall by one of the students the last day of workshop: "A pen can win the war and education is the most powerful thing in the world (with) which you can change the world.”   The presence and participation of the group of young men was large, constant and active. We observed attentiveness and creative solidarity in the group. The peculiarity of this VAM workshop is that we switched from filming life in the city to talking about ourselves. The objective description became subjective. The people were able to see and hear themselves in a real time video, while sharing their relationship with the new environment in which they live. Modules In the first module, after a quick presentation, drawings were used as a universal language to give shape to what is most urgent to learn in Italian: the house, nature, work, hobbies. Each drawing was named in its individual parts.   In the second module the reality represented in the drawings was filmed: such as a pizzeria and the pizza chef working, fishing at the dock of the city, the local market place. Through the analysis of these site-specific films a linguistic base was achieved, along with the aspirations to find a satisfactory job.        In the third module the vocabulary became richer through work on verbs, articles or simple propositions, always related to the topic recorded on paper and then on video.   In the fourth and fifth module an advanced stage developed: the group took the opportunity to use our videos to ask some basic information which were important to them, like taking the bus to get around the city. Some people even wrote and expressed their needs and expectations.   Considerations and thoughts “The drawings are very important to mediate the communication in the absence of verbal information and the videos enhanced the drawings of the participants. We strengthened the link between drawings and moving images as an expression of the will of the participants: the desire to learn things concretely. The participants drew the pizzeria, nature, and in the daily programming we shot videos of the pizzeria and of nature (flowers, fruits, trees, plants inside a public park of the city). Eyes that see an object and instantly give it a name. This was a clear and not intellectual mediation which was very functional to the method. In particular in the third lab module there was a total symbiosis within the group, a virtuous circle of words, images, requests, questions that produced so much material.” (Pasetti)   “We can film any event suggested by contingency, for instance changing a neon light bulb in the workshop classroom, which really happened. This immediately became a real-time blackboard to work on. This dynamism and will to seize the moment brings vital energy to the laboratory.” (Scarel)   “In a complex VAM like this there must be at least three conductors. On some days, there were even six of us working on drawings, videos, and immediately on related words, actions and verbs. To have this kind of didactic continuity, an “production line" is needed in order for the participants to see things happening at the same time while we analyse the material: drawings and videos, words, gestures and verbs. The aim here is not to teach the Italian language, but the Italian language passes through a virtuous circle starting from the participants’ drawings and ending in a film containing sounds, drama and objects represented in the drawings. ” (Pasetti) “VAM workshop is like a writer who is not afraid of the blank page, the canvas, the paper, the block of marble, the camera. VAM works as a container but it is also a modeling tool. It welcomes you in a certain way and knows how to welcome. This sort of resetting process, this negative dialectic that characterizes the method, is impossible to avoid: it’s the “Camera Zero”, the listening.” (Pasetti)               “Our operators and conductors shot the videos for the afternoon lesson the same morning after a work meeting, using the experience of the day before.” (Bisatti) “Some essential issues are highlighted during the lab: it is how to give a semantic weight to the words again: fish, fruit, market, bus. An objective reality, when it enters the frame suggested by the participants, is strengthened in its function. It’s the difference between energy-relevant objects and “inanimate things". The participants name the objects, giving them a meaning though this identification. To take public transport to get around, for example, becomes significant, not obvious nor trivial, but necessary. Paying attention to things and details is what characterizes the VAMalpha. To show and reveal what is not easy for us as "integrated" citizens to observe, because it’s too familiar.” (Bisatti)   “In VAM labs we don’t overfill the “stage” as Carmelo Bene said when he criticised the unnecessary movements of the actors on stage. We do not take for granted the routine of speech, we are interested in the Vision.” (Pasetti) “A creative step of this VAM session consisted in filming and screening the participants while they spontaneously commented on their drawings. These real-time conversations allowed us to switch between objectivity and subjectivity. The video in this case has been used to split the screen between the speaker and what he produced. The participants became active players.” (Scarel)   “There are certainly several methodological diversities between VAM and traditional language schools, cinema schools, etc... the VAM conveys a relationship that goes beyond standard communication and that is expressed as a clear demand from the participants at the end of each workshop: - what? we won’t see each other next week?” (Pasetti) Conductors: Rodolfo Bisatti, Maurizio Pasetti, Francesco Scarel, Jacopo Bisatti, Flavia Serio, Salvatore Frisina, Valeria Fabris
Together with asylum seekers from ICS (Italian Consortium of Solidarity) - May 2015
Assieme ai ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Giugno 2015
  INTRODUZIONE Se nel primo VAM abbiamo introdotto l’uso del disegno e del video come linguaggio universale e nel secondo VAM abbiamo ‘assistito’ al passaggio dal racconto oggettivo al racconto soggettivo, in questo terzo VAM il racconto si è spostato fin dall’inizio sui bisogni reali dei partecipanti: i ragazzi hanno saputo utilizzare la possibilità che veniva loro offerta in modo estremamente utile ed efficace: alla nostra domanda “cosa vi interessa imparare?” hanno risposto proponendo tre tematiche di primaria importanza nella loro vita quotidiana, cioè presentarsi ad un’altra persona, la cucina e la visita dal dottore. PRIMO MODULO A seguito della loro richiesta di imparare le forme comunemente usate in lingua italiana per presentarsi ad un’altra persona, abbiamo chiesto loro di disegnare ciò che ritenevano maggiormente importante per raccontarsi; dai disegni sono emersi alcuni temi ricorrenti fra cui il lavoro, la patria di provenienza, l’amore per le rose e la natura in genere. Le cose e le azioni disegnate sono state poi nominate e i verbi coniugati, ciò ha permesso di fare un primo esercizio per osservare e comprendere concretamente le parole e la gestualità dell’incontro tra due persone. SECONDO MODULO Dando seguito a quello che i partecipanti hanno disegnato il primo giorno, abbiamo ripreso dei giardinieri che piantano fiori e le principali dinamiche legate all’utilizzo dell’autobus. Durante il laboratorio i brevi video realizzati in mattinata a Trieste sono stati scomposti e tradotti in parole e azioni; l’interesse e la partecipazione è stato elevato. “L’italiano è la chiave per una nuova vita”, questo è quanto ci ha detto uno dei partecipanti alla fine dell’incontro.   TERZO MODULO La prima parte dell’incontro è stata dedicata, come da loro richiesto, alla cucina. Abbiamo utilizzato alcune immagini di repertorio raccolte lo scorso anno in località Campo Sacro; c’è stato molto interesse nel riconoscere un luogo a loro noto, erano curiosi di sapere quando ed in che contesto erano state realizzate le immagini. La seconda parte del laboratorio, tramite la visione e spiegazione di un filmato realizzato la mattina stessa, è stata dedicata al lavoro di un meccanico nella sua officina; come per i video precedenti, attraverso la descrizione degli attrezzi e delle azioni compiute dal meccanico, abbiamo potuto introdurre parole e verbi comunemente usati nella vita quotidiana, però applicati al contesto lavorativo. A fine giornata un ragazzo ci ha indicato i temi del viaggio/uso della stazione e del dottore come molto importanti per la loro vita quotidiana. In serata abbiamo dunque ripreso in video una dottoressa che ha spiegato il protocollo e le dinamiche tipiche dell’accesso al pronto soccorso (codici di gravità, tempi di attesa, etc.), le principali e più comuni problematiche relative alla salute (mal di testa, mal di pancia, febbre, etc.) ed i relativi sintomi.   QUARTO MODULO Il tema della salute ha generato un estremo interesse e notevole coinvolgimento. Per tutta la prima parte del laboratorio abbiamo assistito ad un continuo affluire di persone e ad una forte risposta in termini di attenzione e curiosità rispetto al tema trattato. I ragazzi si confrontavano animatamente e si aiutavano fra di loro per capire quanto veniva loro mostrato e raccontato. La spiegazione su come affrontare una visita dal dottore, è stata scomposta nelle tre domande principali: “dove ti fa male”, “come ti fa male”, “da quanto tempo”; la complessità del tema trattato non ha impedito ad alcuni di loro di rimanere attenti e partecipativi per tutta la durata del laboratorio. A fine lezione molti di loro ci hanno ringraziato, ed un ragazzo - dopo averci chiesto se il laboratorio si sarebbe svolto anche le settimane seguenti - ci ha detto: “ Cinque settimane così e io imparo l’italiano”.   QUINTO MODULO Dopo una lunga discussione se affrontare o meno il tema del viaggio e della partenza, abbiamo convenuto che non avevamo abbastanza elementi di confronto con i partecipanti al laboratorio per affrontare un tema così delicato. Abbiamo quindi deciso di approfondire l’argomento iniziale da loro proposto, il presentarsi agli altri, non solo come semplice formalità ma anche e soprattutto come primo momento importante per la conoscenza reciproca. Abbiamo dunque realizzato due nostre ’video carte di identità’ ed un breve scatch per mostrare l’incontro fra due persone. Durante la lezione abbiamo guardato i filmati e ricavato le principali informazioni: nome e cognome, età e data di nascita, luogo di provenienza e abitazione, attività lavorativa. In entrambe le situazioni - ‘video carta di identità’ e ‘incontro con l’altro’ - dalla rappresentazione filmata siamo tornati nella realtà, mettendo in scena una situazione tipica e abbiamo chiesto loro di fare altrettanto; li abbiamo ripresi e abbiamo poi guardato e commentato insieme i filmati. Tutto ciò ha creato grandissimo entusiasmo e un’autentica partecipazione; abbiamo notato inoltre che anche coloro che sembravano mostrare più difficoltà nella comprensione e nell’uso della lingua, coinvolti in una situazione concreta e partecipata, hanno saputo mettersi in gioco e farsi capire. Questa attività ha avuto una risposta positiva per due motivi principali: innanzitutto noi stessi ci siamo mostrati e raccontati, in secondo luogo nell’arco delle cinque giornate di laboratorio si è instaurato un reciproco rapporto di fiducia e una modalità relazionale che ha coinvolto soprattutto la sfera affettiva.     CONCLUSIONI Una specificità di questo approccio consiste nel fatto che il coinvolgimento dei conduttori non si limita al tempo dedicato al laboratorio ma è totale. Ciò permette l’instaurarsi di una relazione empatica con i partecipanti. Nei momenti immediatamente precedenti, nei momenti di pausa e subito dopo il laboratorio si attiva uno scambio fra i conduttori e partecipanti che porta riflessioni e considerazioni molto utili all’affinamento e alla centratura del metodo. Questi momenti dunque non sono affatto marginali, ma sono da considerarsi parte integrante e imprescindibile dell’incontro. “IL VAM va alle radici affettive della persona che parla la lingua”. (Pasetti) “Io guardo il filmato, parliamo, e io capisco” (Slobodan - partecipante al laboratorio) [if gte mso 9]> Normal 0 false false false IT JA X-NONE
Together with asylum seekers from ICS (Italian Consortium of Solidarity) - June 2015
  INTRODUCTION In the first VAM alpha we used the drawing and the video as a universal language, while in the second VAM alpha we detected the switch from objective the subjective story telling. In this third VAM alpha the story telling was focusing on the real needs of the participants. The people were able to use this possibility we offered to them in a extremely useful and effective way. To our question "What would you like to learn?" they proposed three main important topics concerning every-day life: - Introducing to somebody else - Cooking - Going to the doctor FIRST MODULE To follow their request to learn the most common ways to introduce themselves to somebody, we asked them to draw what they think it is important about their personality, what is worth to tell. From the drawings some common topics emerged, such us the JOB, the HOMELAND, the LOVE for NATURE. The things drawn have been then nominated and the actions studied, this allowed to observe and understand some important keyWORDS and gestures used when two people meet each other. SECOND MODULE Using the drawings as canvas, we decided to go outside in the city of Trieste (the city hosting the workshop and where the asylum seekers actually have to spend their time) and film some gardeners planting roses and the main actions involved in “taking a bus”. At the workshop these videos have been analyzed and translated into WORDS and ACTIONS, rising a lot of interest in our public. “Italian is for us the key for a new life!” this is what one boy told us at the end of this lesson.   THIRD MODULE The first part of this day was dedicated to “cooking”. We used some films shot by us the previous year inside the big kitchen of a campsite that was temporally hosting refugees during winter time. The participants were surprised to recognize that the protagonists of the videos were also refugees, and they asked many questions about those images. In the second part of the day we screened a film about a mechanic working inside his workshop: also this short film was prepared in the same morning before the afternoon lesson. Through the actions and the tools used by the mechanic we could introduce common words inside a specific working context. At the end of the lesson a boy highlighted the topics of TRAVELING and FIRST AID DOCTOR as very important for the everyday life. During the same evening we realized a video-interview of a doctor who was explaining the rules of the emergency room, the characteristics of the pain and how to describe the symptoms.   FORTH MODULE The interest for the HEALTH topic was very high. For all the first part of the workshop a lot of people came in the classroom to attend the lesson. All the participants were helping each others to understand what was told to them, although the difficulties encountered in such a topic. The lesson about how to face the visit of the doctor have been divided in three parts: -where do you feel pain -how to describe the pain -when do you feel pain At the end of this lesson many of the people said thanks to us and one guy said: "Five weeks like this and I will learn Italian!"   FIFTH MODULE  There was the possibility to treat the topic of TRAVELING, but after a long discussion we decided that we had not so many elements of confront with the asylum seekers to process such a delicate topic. We decided then to go deeper inside the first argument proposed by them, the introduction to somebody else, not as a simple formality but as a very important moment of relation. We realized “video-ID cards” of two conductors of the workshop and a short sketch to represent the meeting of two people. During the lesson we watched the films and extracted the basic informations: name, surname, age, date of birth, hometown and living town, job. After the video representations we came back to reality, organizing an improvised theater scene with the participants as actors. We were filming such sketches and then we screened and commented them. This created a great enthusiasm among the people; we also noticed that the people who showed more difficulties understanding Italian, through the concrete theatrical representations have been more fluent and able to speak. We are aware that these very positive results have been possible thanks to a mutual exchange of feelings and everyday life experiences between conductors and participants of the workshop   CONCLUSIONS One of the important characteristics of VAM approach is that the involvement of the conductors is not confined to the working hours of the workshop, but it is rather spread along the whole week interested. This aspect allows an empathic relationship with the participants. Before, after and during the small breaks of the lessons an exchange between people is able to bring reflections and ideas about the method. These moments are very important to be considered mandatory for the positive outcome of the laboratory. “VAM alpha is able to reach the deep roots of a person and his/her language” M. Pasetti “I watch the videos, we talk, and I understand” Slobodan, asylum seeker   Conductors: Rodolfo Bisatti, Maurizio Pasetti, Valeria Fabris, Francesco Scarel, Jacopo Quadri, Flavia Serio e Angela Morittu. Documented by Erika Rossi and Linda Dorigo.     
  Questi VAM si sono caratterizzati per aver introdotto ai partecipanti del laboratorio elementi fondamentali che riguardano le Competenze di Base: il lavoro, il centro per l’impiego, i corsi di formazione e i tirocini, le tipologie contrattuali, il curriculum, la tessera sanitaria, il medico di base, il pronto soccorso, la casa, i trasporti, la documentazione necessaria per affrontare la commissione per l’ottenimento del permesso di soggiorno. È chiaro che per queste abilità si prefigurava un linguaggio molto specifico e un Italiano molto tecnico. C'erano state segnalate delle persone competenti che potevano darci delle istruzioni essenziali riguardo alle Competenze di Base. Abbiamo intervistato questi esperti e abbiamo utilizzato quello che ci hanno riferito sintetizzandolo in modo schematico. Una volta chiariti a noi stessi quali erano i passi per trasferire queste competenze, abbiamo cercato di portarle ai ragazzi attraverso l’attuazione del laboratorio multimediale e multisensoriale.   Non abbiamo semplicemente mostrato la riproduzione dei filmati, ma abbiamo costruito un’aula interattiva che potesse corrispondere a una necessità fondamentale: quella di consentire ai ragazzi stessi di esprimersi partendo da un loro assunto, da una personale esperienza. Da lì l’aggancio e lo sviluppo ai temi relativi alle Competenze di Base, è stato più percorribile ed efficace. Abbiamo utilizzato il disegno e grandi cartelloni su cui scrivere le frasi essenziali. Per esempio per le competenze attinenti al lavoro, siamo partiti dal loro mestiere, da ciò che ognuno è in grado di fare. Avevamo bisogno di conoscere in modo approfondito le loro abilità professionali. Chi ha disegnato il meccanico, chi ha disegnato l’imbianchino con i relativi strumenti del mestiere; in questo caso abbiamo potuto apprezzare anche il dettaglio perché, per esempio, il ragazzo che fa l'imbianchino, ci ha fatto capire che è in grado di fare anche lo stuccatore e le rifiniture. Ugualmente per il meccanico, quindi per il saldatore, per il cameriere, la commessa... Dai disegni, così com'è nel nostro metodo, siamo passati alla possibilità di agganciarci alla lingua italiana.   Nel curriculum è stato loro richiesto di essere esaustivi nella descrizione del proprio mestiere (segnalazione che ci è pervenuta dal Centro per l’Impiego). Spiegare chiaramente una professione nel particolare significa avere o no l’opportunità di essere visibili per un’eventuale collocazione nel mondo del lavoro. Una specializzazione ben espressa facilita l’esistenza. Se uno dichiara che è un tecnico elettronico generico dice poco, ma se specifica che è un tecnico riparatore di cellulari, cambia il mondo. E si sa che oggigiorno c'è bisogno di questo tipo di competenza professionale. Abbiamo presentato lo schema generale per la realizzazione di un curriculum: nome, cognome, dati personali e dati professionali legati alle competenze, titolo di studio, le lingue conocsiute. Il curriculum è stato compilato a mano dai ragazzi e in seguito redatto in modo informatico. Si è lavorato molto su aspetti in genere trascurati, come per esempio la foto che è un simulacro espressivo della propria immagine, del carattere.   Abbiamo sostituito foto “segnaletiche” con ritratti, lavorando sulla fisionomia, così che la propria persona diventi importante. Con questo approccio abbiamo trattato tutte le Competenze di base con i termini specifici per ogni argomento e abbiamo proposto una grammatica funzionale.   L’aspetto della “grammatica funzionale” del VAM non è una successione di regole ortografiche, ma un approccio che privilegia la fonologia, la morfologia, la sintassi e la semantica in relazione alle necessità reali del soggetto; l’urgenza di pronunciare concetti che stanno a cuore a chi li esprime. Verbi e azioni contestualizzate e correlate alla realtà. In questo senso la drammatizzazione è molto utile, cioè rappresentare il dialogo in pubblico tra conduttore e allievo o tra allievo e allievo, anche di provenienza e lingua madre diversa, ma sempre parlando in italiano. I ragazzi/e, erano chiamati a ripetere al gruppo: verbi, frasi, elementi specifici; a rappresentare agli altri le situazioni descritte.   “Quando mi presento al Centro per l'Impiego, che cosa devo dire?” Mi presento all’ avvocato che mi aiuta a ricostruire il mio percorso, come posso narrare la mia storia documentandola in modo adeguato? Mi presento all'ospedale, che cosa devo dire? Mi presento al medico di base, che cosa devo dire per essere chiaro?   Riassumendo: competenze di base innervate nell’allargamento funzionale e contestuale della lingua italiana, negli aspetti del lessico, quindi delle parole, delle proposizioni, cioè delle frasi essenziali e dei verbi. Il dispiegamento di forze è stato come al solito nutrito perché, lo abbiamo ormai capito, il VAM non essendo di principio una lezione frontale ma un laboratorio interattivo, ha bisogno di parecchi soggetti operanti per creare una presentazione adeguata. Il minimo dell’organico è di 4 persone. Ciò significa: un operatore informatico e televisivo per produrre e gestire i video, un conduttore principale che coordina e dà l'input su quelli che sono gli argomenti da trattare, un collaboratore-animatore che scrive e disegna, stimola i ragazzi alla ripetizione e un altro operatore che filma quello che sta succedendo nel laboratorio. In meno di 4 persone nel VAM non si può essere, pena, lo stallo comunicativo. Nel corso di queste tre settimane non siamo mai stati meno di 4 e siamo arrivati a 6 persone presenti in situazioni di maggiore complessità. Questi VAM si sono distribuiti nell'arco di tre settimane per un totale di 15 giorni, dal lunedì al venerdì 6/8 ore al giorno distribuite così: 3/4 ore di programmazione mattutina e realizzazione di interviste filmati e 3/4 ore di laboratorio pomeridiano con i ragazzi. Un totale quindi di 90/120 ore ripartite tra 45/60 ore di programmazione e realizzazione dei filmati e 45/60 ore di laboratorio interattivo. Hanno collaborato alla conduzione di questi VAM: Rodolfo Bisatti (regista-referente e responsabile del progetto - TS ), Maurizio Pasetti (sceneggiatore e insegnante - BS), Francesco Scarel (filmaker - TS), Laura Ziliotto (scenografa - TV), Erika Rossi (regista - TS), Jacopo Quadri (studente in discipline motorie e performer - PD), Raffaella Traniello (musicista, regista di film d’animazione, insegnante - PD), Linda Dorigo (fotografa – giornalista - Roma), Nadia Ticozzi (giornalista televisiva- Basilea), Flavia Serio (laureanda in psicopedagogia - NA). Interviste: Daniela Gerin, Alessia Vetere, Caterina Bove, Maria Stropkovicova, Roberta Milocco e Giulio Zeriali.
LE COMPETENZE DI BASE Assieme ai ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Agosto 2015
  In this VAM we were asked to introduce the participants of the workshop to some necessary basic skills: jobs, recruitment center, training courses and internships, contract types, the curriculum vitae, the health card, primary care, the emergency room, renting a house, public transport, the documentation necessary for the Commission in order to obtain a residence permit. It was clear that to teach these skills, a very specific and technical Italian language was necessary. We were introduced to competent people who gave us some information regarding these basic skills and we interviewed them, schematically summarizing what was reported. Once the procedure of how to transfer these skills were clear to us, we tried to present them to the refugees by implementing the multimedia and multi-sensory workshop.   We created an interactive classroom to allow refugees to express themselves starting from personal experiences: through this, developing issues related to basic skills was more feasible and effective. We used the participants’ drawings and large whiteboards to write some essential phrases: we started from their craft, from what they are able to do because we needed to thoroughly understand their professional skills. Somebody illustrated a mechanic, someone else a painter with his related tools … we then introduced the Italian language through the jobs they drew. It’s important to be able to clearly explain your job and your skills, as it means having more visibility. Saying that one is a generic electronic technician, doesn’t say much, but if he adds that he repairs mobile phones, this may change the perspective of obtaining a job.   We have presented the general outline to create a curriculum vitae: full name, personal information and professional skills, qualifications, languages spoken. The curriculum was compiled by hand by the participants and then digitalized by us.   We worked hard on aspects usually neglected, such as the document images as an expressive image of their own character: we replaced inexpressive photos with real “portraits”, working on physiognomy.   With this approach we covered all the basic skills, and we proposed functional grammar for each topic. The aspect of "functional grammar" is not a series of spelling rules, but an approach that favors phonology, morphology, syntax and semantics in relation to the real needs of the student. Verbs and actions are contextualised to reality. In this sense, dramatization is very helpful to represent an open dialogue (in Italian) between the teacher and student or between students of different mother tongue. The men/women were asked to repeat verbs, phrases, specific elements or to represent situations described in some videos or drawings to the class.   “When I go to the Employment Centre, what should I say?” “If I go to a lawyer to help me rebuild my path, how can I tell my story, documenting it properly?” “If I need to go to the hospital, what should I say to be clear?”    In summary: basic skills are used as functional and contextual situations to learn Italian : words, sentences, essential phrases and verbs. VAM is not the classic classroom lesson, but an interactive workshop: it needs several subjects working together to create an adequate presentation. The minimum is 4 working people. This means: a computer and television operator able to produce, edit and screen videos, a main conductor that coordinates and gives input on the topics ready to be discussed, a co-worker and entertainer who writes, draws and stimulates the participants to speak and another operator who films what is going on in the lab. These 3 VAM workshops have been done in three weeks from Monday to Friday, for a total of 15 days. 6/8 hours a day distributed as follows: 3/4 hours of morning programming and filming interviews and necessary footage and 3/4 hours of laboratory in the afternoon with the refugees. This means a total of 90/120 hours divided between 45/60 hours of programming and film production and 45/60 hours of interactive workshop. Conduction: Rodolfo Bisatti (director-representative and head of project-TS), Maurizio Pasetti (writer and teacher - BS), Francesco Scarel (filmmaker - TS), Laura Ziliotto (production designer -TV), Erika Rossi (director - TS), Jacopo Quadri (student in physical disciplines and performer- PD), Raffaella Traniello (musician, animated film director, teacher - PD), Linda Dorigo (photographer - journalist - Rome), Nadia Ticozzi (TV reporter - Basel), Flavia Serio (MS student in psycho pedagogy- NA). Interviews: Daniela Gerin, Alessia Vetere, Caterina Bove, Maria Stropkovicova, Roberta Milocco and Giulio Zeriali.
BASIC SKILLS Together with asylum seekers from ICS (Italian Consortium of Solidarity) - August 2015
Assieme ai ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Marzo 2016
  Nel Vam dal 7 all’11 di Marzo, e dal 14 al 18 Marzo, le attività con i gruppi si sono focalizzate su dei temi che potessero avere una ricaduta pratica per quanto riguarda l’uso della lingua italiana nella vita quotidiana dei ragazzi. I temi individuati con loro, ricavati dai disegni da loro stessi effettuati, sono stati i seguenti: Lavoro, Salute, Sport.           In ciascun ambito tematico l’attenzione si è concentrata sull’analisi dei nomi degli elementi necessari nominandoli e sulle azioni inerenti in termini di analisi grammaticale: nomi, verbi e frasi relative al tema proposto. Il metodo si è sviluppato, come di consueto, attraverso la visione di materiali video appositamente realizzati dal nostro team e interagendo capillarmente con i ragazzi coinvolgendoli come gruppo e come singoli soggetti.   Da quest’anno il nostro gruppo proponente ha utilizzato la proiezione di materiali utilizzando un proiettore che ha permesso una maggiore interattività tra i partecipanti e i conduttori. Per esempio nella proposta che riguardava la conoscenza degli organi del corpo umano le immagini degli organi sono state proiettate e animate direttamente sul nostro operatore e ciò ha reso efficace non solo il riconoscimento ma anche la posizione reale degli organi.   La proiezione delle immagini sullo schermo-lavagna è risultato molto efficace poiché abbiamo utilizzato i nomi scritti su dei cartellini mobili per fissarne immediatamente il significato sull’immagine, ciò ha permesso di eseguire delle esercitazioni che hanno visto i ragazzi, dopo aver memorizzato le parole, ricollocarle sulle figure corrispondenti.     Contestualmente a questo lavoro di analisi si sono costruite le frasi pertinenti alla situazione proposta, specificando le parti del discorso utili, per esempio gli articoli, i pronomi, i verbi. La partecipazione dei ragazzi è stata numerosa e costante nel corso di tutta la prima e la seconda settimana. Nel corso dei laboratori i gruppi hanno denotato grande motivazione, diffusa interazione con le attività e un’ottimo apprendimento. Conduttori: Maurizio Pasetti, Francesco Scarel, Lucilla Palazzetti, Luigi Brandi, Francesca Bergamasco, Rodolfo Bisatti. Documentazione: Paola Pisani.
  In Vam from 7th to 11th of March, and March 14th to 18th, the activities with the groups have focused on the issues that could have a practical crackdown on the use of Italian in the daily lives of the asylum seekers. The themes identified with them, derived from the drawings made by the participants, were as follows: Work, Health, Sports.           In each thematic area, attention has focused on the analysis of the names of the necessary elements and actions related in terms of grammatical analysis: nouns, verbs and phrases related to the proposed theme. The method has been developed, as usual, through the vision of video materials specially made by our team and interacting widely with the group.   Since this year our group has used a video projector that allowed for greater interactivity between participants and conductors. For example, the proposal that concerned the knowledge of the human body, the animated images of the human organs were projected directly on the body of our operator and this made effective the recognition and the actual position of the organs.   The projection of images on-screen whiteboard is very effective because we used the words written on paper tags to immediately fix the image to its meaning; this allowed to perform exercises that have seen the participants, after memorizing the words, place them back on the corresponding figures.     Parallel to this work of analysis we built phrases relevant to the proposed situation, specifying the useful parts of speech, for example the articles, pronouns, verbs. The attendance was large and steady throughout the first and second week. During the workshops the groups denoted great motivation, widespread interaction with the proposed activities and an excellent learning. Conductors: Maurizio Pasetti, Francesco Scarel, Lucilla Palazzetti, Luigi Brandi, Francesca Bergamasco, Rodolfo Bisatti. Documented by: Paola Pisani.
Together with asylum seekers from ICS (Italian Consortium of Solidarity) - March 2016
Assieme a 17 donne richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Marzo 2016
  Il laboratorio è stato condotto per la prima volta con un gruppo di 17 donne di varie provenienze: Albania, Kosovo, Serbia, Ucraina, Afghanistan, Nigeria Camerun. Alcune giovani avevano già partecipato a due nostri laboratori VAM alpha proposti a richiedenti asilo maschi afghani, pakistani e africani. Le ore totali programmate sono state 30, suddivise su 5 giorni: 15 ore di programmazione, riprese e montaggio dei video e 15 ore di laboratorio. Il laboratorio è stato svolto secondo il metodo VAM alpha, con il consueto approccio affettivo-relazionale per l’apprendimento della lingua italiana di base, approccio funzionale a specifiche esigenze e necessità emerse e condivise con e dal gruppo discente. Presentazioni - Disegni - Sostantivazione Dopo la reciproca conoscenza dei nomi e delle nazionalità delle partecipanti e la verifica del loro livello di conoscenza e competenza della lingua italiana, si è proposto al gruppo di esprimere liberamente, attraverso il disegno, i propri sentimenti, desideri e bisogni. Si è quindi provveduto ad analizzare, uno per uno, gli elaborati prodotti chiedendo a ciascuna di illustrare ciò che aveva disegnato utilizzando l’Italiano, guidate dai conduttori. I soggetti disegnati erano i seguenti: paesaggi ed elementi naturali, giardini fioriti, case, la famiglia, abbigliamento, forme astratte. Successivamente si sono appesi alla parete-schermo i vari fogli, scrivendo accanto ai soggetti disegnati i nomi corrispondenti in Italiano. Man mano si procedeva nella scrittura, si invitava, sia l’intero gruppo che ogni partecipante, a ripetere le parole a voce alta e in modo corretto. In questo contesto è sorta naturalmente nel gruppo l’esigenza di conoscere e utilizzare correttamente alcune specifiche parti del discorso: gli articoli, i pronomi possessivi e dimostrativi, i verbi ausiliari, che sono stati presentati in modo semplice stimolando la comprensione con esempi concreti, anche proposti dalle partecipanti.   Visione di video specifici - Strutturazione di frasi minime attraverso l’interazione Immagini/Lingua Prendendo spunto dal tema della casa emerso dai disegni, abbiamo realizzato e mostrato due video le cui protagoniste sono le nostre conduttrici riprese nello svolgimento di semplici e consuete attività domestiche. Utilizzando la videoproiezione sulla parete-schermo abbiamo analizzato gli oggetti, le azioni e le situazioni presenti nel filmato e quindi “applicato” direttamente sulle immagini proiettate i nomi e le frasi corrispondenti e si sono declinati parecchi verbi. Queste attività si sono svolte coinvolgendo le partecipanti con esercizi pratici di riconoscimento delle parole, dei verbi e delle frasi.   Visione di video specifici - Strutturazione di frasi attraverso l’interazione Immagini/Lingua - Sketch di rinforzo A partire da alcuni disegni che avevano proposto immagini di capi d’abbigliamento, il nostro video ha presentato una simulazione di shopping in un centro commerciale triestino. Seguendo il metodo dell’interazione fra immagini, parole e azioni, si sono coinvolte le partecipanti in una serie di sketch a coppie allo scopo di stimolare la conversazione attiva e per rinforzare la conoscenza degli elementi grammaticali emersi durante le attività.   Competenze di base: dalla richiesta d’Asilo in Questura alla Commissione di Gorizia La necessità e la volontà di ottenere lo status di rifugiate da parte dello Stato italiano è affiorato sia dalle conversazioni che dai disegni delle partecipanti. Abbiamo quindi proposto loro una serie di informazioni essenziali, una sorta di vademecum, che rendesse chiaro quali passaggi burocratici è indispensabile agire per ottenere il permesso di soggiorno, il codice fiscale, la tessera sanitaria e poter richiedere un impiego. Allo scopo abbiamo presentato una video-intervista ad una avvocata dell’ICS in cui vengono spiegate le varie procedure da seguire per i richiedenti Asilo. Da quella abbiamo “estratto” il vademecum con le relative parole, i verbi e le frasi specifiche in italiano da usare.   Competenze di base: il lavoro. Compilazione del proprio Curriculum Vitae Come sviluppo del lavoro del giorno precedente ci si è concentrati sulla creazione di un proprio curriculum vitae da presentare al centro per l’impiego. Dopo la spiegazione completa e dettagliata dei vari dati da inserire e la visione di modelli già compilati da usare come esempio, si è proposto di scrivere individualmente le informazioni personali seguendo lo schema. Ogni partecipante ha così potuto creare un proprio documento con l’assistenza dei conduttori. Nel frattempo sono state realizzate delle fotografie-ritratto delle partecipanti da inserire poi nei CV. Una volta raccolti tutti i documenti si è provveduto ad informatizzare ogni singolo curriculum che, archiviato in un file, è stato inviato alla responsabile del gruppo delle donne per l’ICS che provvederà a stamparlo e consegnarlo ad ogni partecipante.   Osservazioni Questo laboratorio ha dato esiti molto soddisfacenti. Le donne hanno espresso chiaramente nella partecipazione la propria specificità femminile: capacità empatiche, intelligenza emotiva applicata all’apprendimento, notevole concentrazione nel lavoro, forte motivazione e atteggiamento propositivo e solidale nel gruppo. Le ragazze che avevano già partecipato al Vam alpha, e che possiedono una buona conoscenza della lingua italiana, hanno collaborato con i conduttori facilitando la comprensione di chi per la prima volta si accostava alla lingua italiana. Tre donne, che non avevano alcuna conoscenza dell’Italiano, si sono sforzate di seguire il laboratorio impegnandosi ad interagire con i conduttori e con il gruppo. Da segnalare anche una costante partecipazione durante i cinque giorni del laboratorio.   Conduzione: Rodolfo Bisatti, Maurizio Pasetti, Valeria Fabris, Lucilla Palazzetti, Francesca Bergamasco, Luigi Brandi, Mara Favero.
Together with 17 women asylum seekers from ICS (Italian Consortium of Solidarity) - March 2016
  The workshop was conducted for the first time with a group of 17 women from various countries: Albania, Kosovo, Serbia, Ukraine, Afghanistan, Nigeria, Cameroon. Some young people had already taken part in two our laboratories VAM alpha offered to male asylum seekers. The planned total hours were 30, divided over 5 days: 15 hours of planning, shooting and editing video and 15 hours of lab. The workshop was carried out according to the VAM alpha method, with the usual emotional and relational approach for the learning of basic Italian language. Introduction - Drawings - Substantives After the mutual knowledge of the names and nationalities of the participants and verifying their level of knowledge of the Italian language, it has been proposed to the group to express freely, through drawing, their feelings, desires and needs. We proceeded to analyze the drawings, one by one, asking each to illustrate what had drawn using Italian, guided by the conductors. The subjects drawn were: landscapes and natural elements, flower gardens, houses, family, clothing, abstract forms. Afterwards we hung the drawings on the wall-screen, writing next to subjects drawn the corresponding names in Italian. As we proceeded in writing, we invited to repeat the words out loud and correctly. In this context arose naturally in the group the need to know and use correctly some specific parts of speech: articles, possessive and demonstrative pronouns, auxiliary verbs, which were presented in a simple way with concrete examples, also proposed by participants themselves.   Viewing of video - Structuring of minimum sentences through interaction Images / Language Inspired by the theme of the house emerged from the drawings, we have realized and shown two videos whose protagonists are our conductors performing simple and usual household activities. Using video projection on the wall-screen we analyzed objects, actions and situations in the movie, and then we “applied”, directly on the projected images, the names and the corresponding sentences. We have declined also several verbs. These activities were held involving participants with practical exercises for the recognition of words, verbs and phrases.   Viewing of video - Structuring sentences through interaction Images / Language - reinforcing Sketch Some drawings had proposed images of garments, so we made a video of a simulation in a shopping mall in Trieste. Following the method of interaction between images, words and actions, the participants are involved in theatrical stimulations and active conversations, to reinforce the knowledge of grammatical elements that emerged during the activities.   Basic skills: the request for asylum to the police station and the Gorizia Commission The need and the desire to obtain the status of refugee by the Italian State has surfaced both from conversations and the drawings. We then brought them a series of essential information, a sort of handbook that would make clear what bureaucratic steps is essential to do in order to obtain a residence permit, social security number, health card and be able to apply for a job. At the end, we presented a video interview we took with a lawyer from ICS in which the various procedures for asylum seekers are explained. From that we extracted words, verbs and specific phrases in Italian.   Basic skills: the job. Compilation of Curriculum Vitae As a development of the previous work day the focus was on creating a curriculum vitae to be presented to the job center. After full and detailed explanation of the various data to be entered and the vision of models already compiled to use as an example, it was proposed to the participants to write down some personal information. Each participant created a personal document with the assistance of the conductors. Meanwhile we took photographic portraits of participants to be set out in the CV. Once collected all the documents we provided to save every single curriculum in a file, which was sent to ICS, printed and delivered to each participant.   Observations This workshop has given very satisfactory results. Women have made clear their participation in women's specificity: empathic abilities, emotional intelligence applied to learning, considerable concentration in work, strong motivation and proactive attitude and solidarity in the group. The girls who had already participated in previous Vam alpha and who possessed a good knowledge of Italian language, collaborated with conductors facilitating the understanding of those who approached the Italian language for the first time. Three women, who had no knowledge of Italian, have endeavored to follow the laboratory pledging to interact with the conductors and with the group. Of note is a constant participation during the five days of the workshop.   Conductors: Rodolfo Bisatti, Maurizio Pasetti, Valeria Fabris, Lucilla Palazzetti, Francesca Bergamasco, Luigi Brandi, Mara Favero.
  Il laboratorio Vam alpha che si è svolto dal 2 al 6 maggio 2016 ha visto la presenza di un gruppo misto di donne e uomini. Il tema di questo VAM è stato il lavoro, pertanto ciascuna attività proposta e svolta nella settimana ha avuto lo scopo di sviluppare lessico e competenze relative al tema, secondo una difficoltà crescente. La settimana si è aperta con il disegnare il proprio lavoro o il lavoro che si vorrebbe fare, e si è conclusa con la simulazione di un colloquio di lavoro. I disegni. Anche questa volta, per permettere a tutti i partecipanti di dare forma al laboratorio, si è deciso di cominciare chiedendo di disegnare il lavoro desiderato o quello praticato prima di arrivare in Italia. Le mansioni emerse sono state varie, alcune si ripetevano, come il “cuoco”, “l'insegnante”, “il muratore”, “il meccanico”, “l'autista”, “la segretaria”, “l'infermiere”. Dopo aver appeso tutti i disegni alla parete, i partecipanti sono stati guidati a fare emergere le prime parole utili a nominare gli strumenti e gli oggetti minuziosamente rappresentati. I verbi coniugati sono stati molti, ma meritano menzione in particolare gli utilissimi “essere” e “fare”. “Io sono muratore”, “Io faccio il muratore”. In conclusione i conduttori hanno chiesto ai presenti quali dei lavori avrebbero voluto analizzare più in dettaglio. La lista: “Parrucchiera, architetto, fotografo, muratore, meccanico, web designer, segretaria, medico, cuoco” è stata utilizzata come guida per le riprese dei giorni successivi.   La parrucchiera e il meccanico. Il laboratorio è stato suddivisa in due parti. Una prima parte in cui è stato mostrato il video di una parrucchiera di Trieste che tinge i capelli di una cliente. Il video è stato analizzato in dettaglio, spiegando ai partecipanti tutto il lessico presente nelle riprese. Tra i verbi coniugati si segnalano “spazzolare” e “spazzare” che hanno fornito l'occasione ai partecipanti di esercitarsi con il suono “zz”, particolarmente difficile da pronunciare per alcuni di essi. Alla fine dell'analisi del video sono stati proposti dei giochi di ruolo in cui si simulava la scena di una cliente che entra dalla parrucchiera e chiede di potersi fare la tinta. La ragazza che durante il primo giorno aveva espresso il desiderio di lavorare come parrucchiera ha perciò avuto l'occasione di mettersi subito alla prova. La seconda parte del laboratorio si è incentrata sul mestiere del meccanico. In questo caso i termini erano più tecnici perché andavano a definire i vari attrezzi da lavoro: “chiave inglese”, “pinza”, “tenaglie”, “cacciavite”. Nonostante ciò, il gruppo è stato ricettivo e ci si è potuti esercitare con il suono “gl”. L'ultima parte del laboratorio si è concentrata sugli articoli.     Il falegname e il cuoco. La troupe addetta alle riprese ha ripreso il laboratorio di un falegname. Il vocabolario spesso era assai specifico ma ci si è potuti concentrare su termini di uso quotidiano come “misurare”, “tagliare”, “buco” oltre a quelli più peculiari quali “sega circolare”, “pialla”, “stucco”. Tuttavia anche questi ultimi vocaboli hanno avuto un riscontro presso i partecipanti che avevano esperienza di questo tipo di lavoro. La seconda parte ha affrontato il lavoro del “Cuoco”, mestiere apparso spesso nei disegni. La lezione è stata densa ed è stata un ottimo spunto per introdurre concetti quali le norme igieniche da conoscere per poter affrontare l'esame HACCP. In particolare, è stato molto utile per far capire la differenza, in tema di conservazione dei cibi, tra le regole flessibili e di buonsenso di “casa” e quelle più restrittive e definite dalla legge di ristoranti, pizzerie e locali.     Il medico. Tra i lavori emersi nei disegni c’era quello del medico. Si è proposto un video in cui una dottoressa spiegava alcune situazioni fondamentali: l’ingresso al pronto soccorso, la localizzazione e il tipo di dolore che si puo’ avvertire. La proiezione è stata utile per conoscere i termini necessari per nominare le parti del corpo umano, gli organi interni, ma anche riconoscere e definire i sintomi di un malessere. Particolarmente utile la spiegazione su come descrivere i diversi tipi di dolore: “fitta”, “dolore sordo”, “continuo”, “pulsante”, termini di fondamentale utilità quando ci si presenta dal medico. Nella parte conclusiva sono state realizzate delle scene che hanno creato un momento di scambio piacevole e divertente. I partecipanti si sono espressi simulando un dialogo con l'infermiere o il medico dando voce alla loro necessità di parlare e voler utilizzare al meglio la lingua italiana.   Il colloquio di lavoro. I conduttori hanno simulato un colloquio di lavoro per un posto da impiegato. Il video è stato ripreso e mostrato ai partecipanti. Lo scopo fondamentale del video è stato quello di far prendere dimestichezza con alcune delle domande ricorrenti che vengono poste durante i colloqui di lavoro. Domande quali “Che tipo di lavoro cerchi?”, “Qual è stata la tua ultima esperienza lavorativa?” “Sei automunito?”, “Sei disponibile a lavorare su turni?”, hanno fatto capire al gruppo quali possono essere le informazioni interessanti per un datore di lavoro e sono state l'occasione per imparare parole meno frequenti come “automunito” o “turni”. Alla fine di quest'ultima lezione tutti i partecipanti hanno presentato dei colloqui scambiandosi i ruoli di datore di lavoro e candidato. Tutti sono stati soddisfatti e spesso le potenziali domande sono diventate un momento per esprimersi sulla tematica lavoro facendo emergere un concetto valido per tutti: per poter esercitare bene un lavoro bisogna amarlo. O un compito è facile da esercitare nel momento in cui lo si fa con passione. Condotto da: Rodolfo Bisatti, Maurizio Pasetti, Valeria Fabris, Luigi Brandi, Sara Brumich, Beatrice Abbate, Francesca Bergamasco
Assieme a ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Maggio 2016
Together with asylum seekers from ICS (Italian Consortium of Solidarity) - May 2016
  The Vam alpha workshop that took place from 2nd to 6th May 2016 was attended by a mixed group of women and men. The theme of this VAM was the work, therefore each proposed activity had the aim of developing vocabulary and skills related to the subject. The week opened with drawing session about the participants’ own job or the work they wish to do, and ended with the simulation of a job interview. The drawings. This time, to allow all participants to shape the laboratory, it was decided to start by asking them to draw the desired job or the one practiced before arriving in Italy. The emerged tasks were varied, some were repeated as the "cook", "teacher", "bricklayer", "mechanical", "driver", "secretary", "nurse." Having hung all the pictures on the wall, the participants were led to name the tools represented in the drawings. The conjugates verbs have been many, but worth mentioning in particular the useful “to be” and “to do”. The list: "Hairdresser, architect, photographer, mason, mechanic, web designer, secretary, doctor, chef" was used as a guide for the shooting of video-lessons for the following days.   The hairdresser and the mechanic. The lesson was divided into two parts. A first part in which we showed the video of a hairdresser in Trieste dyeing the hair of a customer. The video was analyzed in detail, explaining to participants throughout the lexicon present in the shooting. Among the conjugated verbs are reported “to brush” and “to sweep” (in italian “spazzolare” e “spazzare”) that provided an opportunity for participants to practice the "zz" sound, particularly difficult to pronounce for some of them. At the end of the analysis of the video we have been proposed a theatrical game in which we simulated the scene of a customer who comes to the hairdresser and asks to make the tint. The girl that on the first day had expressed the desire to work as a hairdresser had therefore an opportunity to test herself immediately. The second part of the workshop focused on the mechanic. In this case the terms were more technical because they defined the various work tools: "spanner", "caliper", "pincers", "screwdriver". Nevertheless, the group was receptive and it was possible to exercise with sound "gl". The last part of the workshop focused on items.     The carpenter and the cook. The crew involved in the shooting has taken the workshop of a carpenter. The vocabulary was often very specific, but it was possible to focus on terms of daily use such as “to measure, “to cut", "hole" in addition to the more specific such as "circular saw", "workbench", "filler." However even these words lead to a positive feedback from participants who had experience of this kind of work. The second part dealt with the work of the "Chef", craft often appeared in the drawings. The lesson was a great opportunity to introduce concepts such as hygiene management, fundamental in order to deal with the HACCP exam. In particular, it has been very helpful to understand the difference, in terms of food preservation, between the flexible rules and common sense used at "home" and the more restrictive rules applied in restaurants, pizzerias and bars.     The doctor. Among the works that emerged in the drawings was that of the doctor. We proposed a video in which a doctor explained some key situations: the entrance to the emergency room, the location and type of pain that can be felt. The projection is helpful to know the terms necessary to name parts of the human body, internal organs, but also to recognize and define the symptoms of a malaise. Particularly useful explanation of how to describe the different types of pain: "sting", "dull ache", "ongoing", “pulsing”, all essential terms when we go to the doctor. In the final part we created scenes that have raised a moment of pleasant and fun exchange. The participants simulated a dialogue with the nurse or doctor giving a voice to their need to talk.   Work interview. The conductors have simulated a job interview for a position as a clerk. The video was filmed and shown to the participants. The fundamental purpose of the video was to make people comfortable with some of the common questions that are asked during job interviews. Questions such as "What kind of job are you looking for?”, "What was your last work experience?" “Do you own a car?", "Are you willing to work shifts?" have made it clear to the group which informations can be interesting for an employer. All participants exchanged the roles of employer and candidate in some theatrical sketches. A valid concept worked out for everyone: to do a good job you have to love it. Or a job is easy to do when you do it with passion. Conductors: Rodolfo Bisatti, Maurizio Pasetti, Valeria Fabris, Luigi Brandi, Sara Brumich, Beatrice Abbate, Francesca Bergamasco
Assieme a ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Ottobre 2016
Il laboratorio dal 3 al 7 ottobre è stato il primo VAMalpha propedeutico al corso HACCP, la certificazione necessaria per poter lavorare nella ristorazione in Italia. Abbiamo pianificato le lezioni basandoci sul materiale che ci è stato fornito da Sara Leonardi, laureata in Biologia ed esaminatrice finale.   Il primo giorno è stato dedicato alla consueta elaborazione dei disegni: l'attività ci è servita per introdurre il tema, per capire il livello di italiano della classe, in particolare le conoscenze lessicali relative alla ristorazione, per conoscere i desideri lavorativi degli studenti e dirigere così al meglio la loro motivazione. Buona parte dei disegni aveva come oggetto la pizza o il lavoro in pizzeria – tuttavia durante la settimana, nei minuti di pausa, ci è stato spesso chiesto consiglio su una eventuale attività da iniziare in Italia.   Il livello di italiano era invece eterogeneo: questo fattore rendeva il laboratorio più “intrigante” da organizzare, perché bisognava adattarlo ai vari ritmi di comprensione. È stato necessario fare attenzione a chi era più lento a interiorizzare i concetti: infatti gli studenti erano confrontati non a singole parole, azioni o situazioni, ma a nozioni di biologia come ad esempio lo “Sviluppo o moltiplicazione dei batteri”. D'altro lato chi comprendeva più facilmente poteva aiutare gli studenti in difficoltà: una scena assai gratificante è stato l'intervento in pashtu di uno dei partecipanti che, servendosi delle immagini proiettate, ha spiegato ai suoi colleghi il passaggio critico citato.     Dal canto nostro ci siamo impegnati per rendere il laboratorio accessibile a tutti, semplificando i concetti con scene a volte parossistiche, ma chiare e divertenti. È nato così un personaggio, tipo commedia dell'arte, protagonista sia di alcune sequenze video ma anche di una serie di animazioni bidimensionali. Ogni volta che gli studenti riscontravano qualche difficoltà nel comprendere alcuni passaggi, abbiamo concentrato e deviato l'attenzione su quell'aspetto della lingua italiana che impediva l'apprendimento: ad esempio nel momento in cui si è parlato del parassita Anisakis, è stato utile soffermarsi sul lessico, utilizzare materiale del nostro repertorio, e far percepire la differenza tra pesce “crudo” e pesce “cotto”; o la differenza di sfumatura tra “cucinare” e “cuocere”.     Tra una giornata e l'altra abbiamo quindi lavorato per rendere i nostri interventi migliori e le immagini ancora più leggibili: ad esempio dopo che gli astanti avevano finalmente chiaro il concetto di “Sviluppo dei batteri” - grazie anche alla ripresa accelerata di un campo di coltura di batteri - ci veniva chiesta la ragione del termine “moltiplicazione” per esprimere il medesimo concetto: allora, servendoci dei trucchi cinematografici degli albori, abbiamo mostrato la moltiplicazione di uno di noi, stile L'homme orchestre di Georges Méliès.    Le ultime due “lezioni” sono state dedicate al consolidamento e ad un riepilogo dei concetti salienti: il giovedì abbiamo iniziato una serie di quiz, continuato il giorno successivo dopo un riassunto generale. Ecco lo schema che è nato: 1. L'HACCP e le categorie alle quali si applica (Ambienti, Personale, Attrezzature, Alimenti), 2. I Contaminanti (Fisici, Chimici, Biologici), 3. Lo sviluppo dei batteri e i fattori determinanti (Umidità, Tempo, Temperatura), 4. I tipi di Batteri e i Parassiti, 5. Le contaminazioni, 6. Modi di conservazione degli alimenti. Con grande piacere i concetti e i termini che i primi giorni apparivano come fumo dissolto nell'aria sono diventati parole concrete per buona parte dei partecipanti. Alcuni hanno sicuramente bisogno di un approfondimento per la scarsa conoscenza della lingua italiana: tuttavia la comprensione e la partecipazione alle attività è stata generalizzata a tutta la classe.   I partecipanti della seconda settimana sembravano più preparati alla questione: alcuni disegni raffiguravano con precisione gli ambienti e gli utensili del mestiere. Il livello di italiano era sempre eterogeneo, alcuni studenti raggiungevano un livello intermedio, inoltre molti di essi parlavano bene l'inglese e conoscevano già la terminologia della ristorazione in questa lingua. Interessante è stata anche la presenza di donne. Il laboratorio si è articolato ugualmente passando da un primo stadio nebuloso di avvicinamento ai contenuti, fino ad una buona assimilazione degli aspetti principali.   Questo secondo VAM HACCP è stato strutturato attraverso delle messe in scena che spronavano i partecipanti a mettere in pratica le regole di comportamento o mimare le cause di contaminazione degli alimenti. I “drammi” sono stati ripresi e mostrati in tempo reale con grande soddisfazione di tutti, conduttori e studenti. Le scene nate sono state dei momenti di distensione e di comunione di fronte ad un argomento e a delle norme per certi versi evidenti, ma di non immediata comprensione per chi ancora non padroneggia bene la lingua italiana. Le immagini, stimolate da situazioni a volte grottesche tipo il cameriere ammalato che serve l'insalata condita allo starnuto o la minestra al braccialetto d'oro, o ancora pranzo con insetticida, sono state utili per chiarire e riposarsi da alcuni passaggi ostici del regolamento.   Gli studenti che all'inizio a malapena capivano l'argomento, l'ultimo giorno si sono lanciati a costruire prime semplici frasi in italiano per ricapitolare quanto appreso. Durante questo laboratorio abbiamo speso più attenzione anche alla fonetica. La lettura dei termini specifici da parte dei partecipanti non sempre porta alla loro comprensione: questi spesso avevano bisogno di ascoltare la giusta pronuncia del termine prima di collegarla all'appropriato significato. Anche questa seconda settimana ci ha lasciati molto soddisfatti: il laboratorio si perfezionava di volta in volta rendendo la classe sempre più contenta. Le difficoltà degli studenti, i molteplici livelli di comprensione, la necessità di dover rendere partecipi tutti i presenti, le complessità fonetiche dei termini in questione (v. sterilizzazione, stafilococco aureo, contaminante microbiologico, insetticida, …) sono diventati nuovi input che ci hanno spronato ad agire differentemente, scavando nel nostro background e nelle capacità di ciascuno per trovare la via più adatta alla acquisizione: il VAM ha la forza di nutrirsi degli ostacoli e delle diversità per arricchire di volta in volta il linguaggio e renderlo uno strumento volto alla comprensione collettiva.    Conduttori: Maurizio Pasetti, Rodolfo Bisatti, Francesco Scarel, Luigi Brandi, Carlo Andreasi. Documentazione: Francisco Fagan.
The laboratory from 3rd to 7th October was the first VAMalpha workshop in preparation for the HACCP course, the necessary certification needed to work in restaurants in Italy. We planned the lessons basing on the material that has been provided by Sara Leonardi, a Master Degree in Biology and final examiner for the HACCP course.   The first day was dedicated to the usual process of drawings: the activity has served to introduce the subject, to understand the Italian level of the classroom (particularly the vocabulary related to restaurant and catering), to know the wishes of the students and so to lead their motivation. Most of the participants had depicted the pizza or the work in pizzeria, but during the week we were often asked for advice on a possible activity to begin in Italy.   The level of Italian was rather diverse: this made the lab more "intriguing" to be organized, because it was necessary to adapt to the different rhythms of understanding. It was necessary to pay attention to those who were slower to learn the concepts: in fact the students had to deal not only with individual words, actions or situations, but also with biological notions such as the "development or multiplication of bacteria." On the other hand those who understood more easily could help students in need: a very gratifying scene was the intervention in Pashtu of one of the participants: using the projected images he explained to his colleagues the critical passages quoted.     We were committed to make the lab accessible to all, simplifying the concepts with scenes sometimes paroxysmal, but clear and entertaining. This has created a character, comedy kind, the protagonist of some video sequences but also of a series of two-dimensional animations. Each time the students had some difficulties in understanding certain passages, we concentrated the attention on that aspect of the Italian language that was difficult to learn: for example, when we talk of the Anisakis parasite, it was useful to focus on vocabulary using our repertoire material and to point out the difference between fish "raw" and fish "cooked”.     Between one day and the next we worked to make our best interventions and more readable images. For example after the participants had finally grasped the concept of “development of bacteria" - thanks to a video of an accelerated breeding ground of bacteria - we were asked why the term "multiplication" is also used to express the same concept; we used old film tricks and we showed the multiplication of one of us, in the style of "L'homme orchestre” of Georges Méliès.    The last two "lessons" have been dedicated to the consolidation and to a summary of the salient concepts: on Thursday we started a series of quizzes, continued the next day after a general summary. Here is the scheme that was born: 1. The HACCP and the categories to which it applies (Environments, Staff, Equipment, Food), 2. Contaminants (Physical, Chemical, Biological), 3. The development of bacteria and determinants (Humidity, Time, Temperature), 4. The types of bacteria and parasites, 5. Contamination, 6. Methods of food preservation. With great pleasure the concepts and the terms that the first few days seemed like smoke dissolved in the air have become concrete words for most of the participants. Some people have still a lack of knowledge of the Italian language, however, understanding and participation in activities has been generalized to the whole class.   Participants of the second week seemed more prepared: some drawings depicted accurately the environments and tools of the job. The level of Italian was always heterogeneous, some students reached an intermediate level, many also spoke good English and were familiar with the terminology of the restaurant in this language. Interesting was also the presence of women. The laboratory was articulated passing from a first hazy stage of approach to content, up to a good assimilation of the main aspects.   This second week was structured through the stagings that spurred the participants to put into practice the rules of behavior or mimic causes of contamination of food. The "dramas" were filmed and shown in real time with great satisfaction of all, conductors and students. Those scenes were moments of relaxation and communion for a subject not easy to understand for those who do not yet mastered the Italian language. The images, stimulated by situations sometimes grotesque like the waiter serving the salad dressed with his sneeze or the soup with a gold bracelet floating, or even a lunch with insecticide, have been useful in clarifying few difficult parts of the regulation steps.   Students that at the beginning barely understood the subject, the last day they tried to build some simple sentences in Italian to recap what has been learned. During this workshop we spent even more attention to phonetics. The reading of the specific terms of the participants does not always lead to their understanding: these often they needed to hear the correct pronunciation of the word before connecting it to the appropriate meaning. This second week has left us very satisfied: the workshop was also refined from time to time making the class more and more happy. The difficulties of the students, the multiple levels of understanding, the phonetic complexity of the terms (eg. Sterilization, Staphylococcus aureus, microbiological contamination, pesticide, ...) have become new inputs that have spurred us to act differently, digging in our background and in the ability to find the most suitable way to capture the audience. VAM has the strength to overcome the obstacles and to shape the language from time to time and make it a tool for collective understanding.    Conductors: Maurizio Pasetti, Rodolfo Bisatti, Francesco Scarel, Luigi Brandi, Carlo Andreasi. Documented by: Francisco Fagan.
Together with asylum seekers from ICS (Italian Consortium of Solidarity) - October 2016
Documentario sul VAM alpha
Gli operatori VAM, oltre a possedere dei percorsi di ricerca personali e professionali nel campo di cinema, video, fotografia, teatro ecc., si sono formati sul campo, ovvero nel contesto dei laboratori stessi, per essere in grado di ascoltare ogni singola esigenza e peculiarità soggettiva dei partecipanti. Affinando in tal modo la propria sensitività, sono in grado di accompagnare i ragazzi nell’esplorazione di sé stessi, da un lato come singoli individui e dall’altro, come facenti parte, al tempo stesso, di un gruppo di ricerca collettivo.
Per informazioni sui laboratori e per richiedere un preventivo scrivere a: secretary@kineofilm.it
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The VAM team, in addition to the personal and professional research career in cinema, video, photography, theater etc., have been trained in the context of the laboratories themselves. This training gives the team the ability to listen the needs and subjective characteristics of the participants. VAM team is made by people able to accompany the boys and the girls in the exploration of themselves, both as individuals and as part of the same research collective.
Documentary on VAM alpha
Documentary on VAM psy
CODEX VAM by Maurizio Pasetti
Cinema.3 by Arthur Frame
AMAZONEN web gallery
Dal 13 al 17 febbraio 2017     Il VAM alpha dedicato alla ristorazione si è svolto nella sede di Via Gozzi coinvolgendo una classe mista di donne e uomini, provenienti dall’Afganistan, Pakistan, Nigeria, Eritrea e Serbia. L’eterogeneità del gruppo è stato uno stimolo sia per i conduttori che per gli studenti e ha dato vita ad uno scambio armonioso tra i partecipanti, permettendo anche a due neonati di fare parte della classe. Una delle mamme si serviva delle parole apprese per inventare una ninna nanna e calmare il bimbo che ogni tanto chiedeva dell’attenzione.     L’ultimo giorno uno studente ha condotto la figlia di dieci anni che è stata accolta volentieri dalla classe e ha partecipato attivamente alla lezione. Ognuno ha messo in comune le proprie capacità, garantendo per l’intera settimana un dialogo partecipato e incoraggiante. Il primo giorno abbiamo chiesto alla classe di rappresentare con dei disegni le loro conoscenze o curiosità sul tema della ristorazione. Per una buona parte degli studenti il soggetto principale è stato il ristorante – probabilmente per l’affinità col termine ristorazione – che è stato tuttavia raffigurato in maniera assai varia: spazioso, più intimo con pochi tavoli, con giardino esterno e prato fiorito, con una gallina pronta per essere affidata al cuoco, con clienti arrivati in macchina, con un elicottero parcheggiato. Altri disegni rappresentavano frutta e verdura, il cuoco alle prese col cibo, la pizza; qualche disegno raffigurava un ambiente tipo fast-food; un gruppo di persone ha disegnato dei fiori. Infine un disegno mostrava un cuore alato trafitto, dal quale sgorgava del sangue che andava a riempire un bicchiere.    Abbiamo quindi deciso di sviluppare l’argomento in senso lato, dedicando le prime lezioni ai differenti ambiti della ristorazione: il ristorante, la pizzeria, il bar, il fast-food; ci siamo poi concentrati sull’aspetto più quotidiano della cucina, cominciando dalla spesa al mercato e la preparazione di un pranzo per invitare a casa un amico. Infine partendo dalla necessità di alcuni partecipanti di sapere dove si trovava il mercato coperto di Trieste, abbiamo colto lo spunto per costruire l’ultima lezione su come chiedere e comprendere delle indicazioni stradali. Ecco nel dettaglio come sono state organizzate le cinque giornate. Lunedì sono stati utilizzati i disegni come supporto per fornire un lessico di base sul tema: ogni immagine è stata affiancata dalla corrispettiva parola per nominarla. L’ultima ora si è messo in pratica il lessico guardando alcuni video del nostro repertorio che mostravano un pizzaiolo intento a preparare la pizza e un cameriere mentre allestiva una sala da pranzo di un albergo. Con le parole si è quindi passati a costruire le prime frasi, tipo “Il pizzaiolo inforna la pizza con la pala”.     Martedì la lezione è partita dai disegni che raffiguravano il fast-food per proseguire attraverso un video in cui gli stessi conduttori ordinavano e pranzavano presso Avrasya, un locale in Val Maura dove lavora Habib ragazzo accolto solo qualche anno fa come richiedente asilo a Trieste.   Ci si è potuti quindi concentrare su un lessico generico come “entrare”, “uscire”, “dare”, “mescolare”, versare”, “piatto”, “brocca”, … e proseguire analizzando più in dettaglio la situazione all’interno del fast-food: leggere un menù, ordinare e rispettare le forme di cortesia, ma anche come affrontare un panino che gronda di condimento e le conseguenti macchie sui vestiti.            Il video del mercoledì metteva in scena un incontro casuale tra due amici, il conseguente invito e la spesa per il pranzo. Ci si è potuti concentrare sulla convivialità dell’incontro e poi si è passati all’aspetto più pratico della spesa, la bilancia, i grammi, lo scontrino e il resto.   Giovedì si è proseguito con la spesa, facendo un lavoro più accurato sul lessico della frutta e verdura e il dialogo tra commesso e cliente. È stata un’occasione per proporre dei role-play che hanno coinvolto in modo divertente la classe: molti si sono appropriati della scena sviluppando in modo inedito la situazione. Ad esempio un cliente ha iniziato a trattare il prezzo del pesce cercando di convincere il negoziante ad abbassarlo. Un nostro conduttore è dovuto intervenire offrendo al cliente di comprare a metà il pesce e fare una cena in compagnia.   Il venerdì è stato dedicato ad un argomento nuovo: partendo dai luoghi reali di Trieste si è costruita la lezione su come chiedere e comprendere le indicazioni stradali. Si è creata una mappa semplificata della città attraverso la quale gli studenti dovevano guidare il personaggio Luigi per trovare i monumenti o i servizi cittadini. Dopo l’intensa giornata, Luigi è stato condotto dentro un autobus grazie al quale è arrivato in una calda giornata di Agosto a Barcola. La visione dei bagnanti ha divertito la classe oltre che permettere di apprendere nuovi vocaboli e sfruttare il magico e rapido stacco temporale dall’inverno all’estate per parlare delle stagioni e i mesi dell’anno. Tutte le lezioni hanno posto l’attenzione sulla struttura della frase: senza addentrarsi nella specificità dell’analisi logica, grazie al supporto dei video si è riusciti a far cogliere la costruzione della frase (soggetto, predicato, complementi) permettendo ai partecipanti di formulare frasi e dialoghi elementari ma estremamente importanti per chi si è avvicinato da poco alla lingua italiana. Inoltre i video sono sempre stati ottimi input per suscitare nuove curiosità tra i partecipanti, indagare più a fondo la conoscenza della lingua italiana e affrontare argomenti non previsti dai conduttori. Dal 20 al 24 Febbraio 2017 Il VAM alpha realizzato dal 20 al 24 febbraio si è svolto nell’ex-caserma Casa Malala a Fernetti. L’ampia sala della mensa è stata adibita ad aula per le lezioni e il primo giorno è stata interamente riempita dai partecipanti: almeno 60 persone. Questo ha reso inizialmente difficile gestire la classe, soprattutto per i problemi acustici. Dopo la pausa si è risolto il problema togliendo i tavoli e avvicinando le sedie allo schermo. La classe era più raccolta e si è potuto proseguire con concentrazione. La consegna per disegnare gli story-board è stata più libera rispetto alla settimana precedente: si è chiesto di disegnare “Cosa ti piace fare” o “Cosa ti piace”, facendo intendere ai corsisti di rappresentare aspetti della vita sui quali avevano l’esigenza di esprimersi in italiano. Sono emersi svariati temi connessi alle attività e all’esperienza di ciascun individuo. Molti disegni avevano come soggetto la natura come spazio rigenerante ma anche come luogo di lavoro: vallate, laghi, montagne, fiori, il contadino piegato sul campo. Alcune persone hanno raffigurato capanne, case e ponti. In molti hanno disegnato figure femminili chiedendo di poter nominare il corpo umano; infine sono emersi una serie di mestieri come il meccanico, gli attori teatrali, la parrucchiera, il sarto in un’industria tessile di tende.                                 Sono stati raggruppati i disegni in base a questi tre temi (natura, corpo umano, mestieri, edifici) e analizzandoli assieme per capire quali fossero le maggiori necessità della classe, si è colta l’esigenza da parte di tutti di volersi esprimere in italiano su qualsiasi aspetto della vita: ascoltando la classe ripetere in coro i vocaboli emersi dai disegni, si percepiva il piacere degli studenti di poter finalmente far risuonare la lingua del paese dove ora vivono. A metà settimana alcuni di loro ci hanno rivelato di essere soddisfatti di trovarsi di fronte a degli insegnanti con una metodologia. Ci hanno inoltre dato il merito di essere riusciti a coinvolgere persone che inizialmente avevano deciso di non seguire a priori il laboratorio perché non parlavano e capivano l’italiano. Due studenti di questa seconda settimana di laboratorio erano presenti anche durante la prima in via Gozzi: è stata una soddisfazione osservare come in pochi giorni siano riusciti a migliorare il loro italiano. Inoltre durante la lezione del mercato, comune ad entrambe le settimane, per noi conduttori è stato incoraggiante vedere come si fossero già ben appropriati del lessico e fossero completamente autonomi nel formulare nuove frasi. I soggetti scelti per le lezioni dal martedì al venerdì sono state le seguenti: il contadino, la spesa al mercato, il meccanico, il corpo umano e il medico. I video hanno permesso di affrontare aspetti della grammatica di base come genere e numero dei nomi regolari, pronomi personali soggetto, numeri cardinali, preposizioni semplici, coniugazione attiva di essere e avere, e dei verbi regolari all’indicativo presente, avverbi come così, molto, poco, tanto, più, meno, bene, male, la forma di cortesia vorrei, il passato prossimo e il futuro semplice. I partecipanti sono sempre stati attenti e le lezioni sono state per loro degli spunti per approfondire alcuni aspetti legati alle loro necessità quotidiane: ad esempio il bisogno di esprimere il futuro dei verbi è emerso perché alcuni desideravano spiegarci che il venerdì sarebbero arrivati in ritardo perché sarebbero ritornati in autobus da Trieste dopo la preghiera. Anche durante questo laboratorio hanno riscosso molto successo le drammatizzazioni: questa attività è un momento molto costruttivo perché gli astanti imparano la lingua giocando e l’aula si trasforma in un microcosmo pieno di vita ed energia. Uno studente durante la lezione sul mercato ha deciso di portare con sé altre quattro comparse e inscenare un gruppo di amici alle prese con una spesa per una grande festa. Il commesso del mercato è stato al gioco presentando un conto altrettanto cospicuo. I video sul meccanico e il contadino, mestieri che non interessavano tutta la classe, attraverso la metodologia VAM sono stati comunque dei momenti per esporsi, esprimersi in italiano e apprendere le basi grammaticali della lingua. Il medico è sempre una lezione avvolgente perché permette di soffermarsi sul corpo e l’impiego da parte nostra di un manichino vivente è un aspetto importante: il contatto umano che si crea nel momento in cui vengono attaccate i nomi sulle parti del corpo è una prova di fiducia reciproca. Questa lezione è sempre vitale perché le funzioni degli organi e i bisogni fisici, come avevano scoperto gli antichi greci con la commedia, sono sempre un momento di divertimento. Le scene finali sono infine uno scambio in cui le persone rivelano realmente i loro dolori e possono così scaricare le tensioni accumulate. Il laboratorio coinvolge quindi le persone per la sua capacità di realizzare una lezione e costruire contemporaneamente relazioni umane: donne e uomini, europei, asiatici e africani vivono per cinque giorni un’esperienza intensa di convivenza e amore. Oltre a ciò, rispetto agli altri laboratori realizzati in altre sedi, si è colto per le persone della Casa Malala un bisogno maggiore di costruire legami con la città. Questo aspetto si coglieva ancora di più osservando come le persone sedute in ultima fila erano quelle che più volentieri partecipavano agli esercizi quando erano coinvolti. La settimana è stata quindi molto coinvolgente e il finale è stato effettivamente una grande festa come auspicava lo studente che si immaginava di andare al mercato per preparare una grande cena. Alla fine della lezione del venerdì un gruppo di persone sono rimaste e ci hanno trattenuto per scattare una miriade di foto. L’affetto di questi partecipanti si è manifestato inoltre ogni giorno alla fine della giornata con l’offerta di un té caldo alla pakistanese (con latte e zucchero). Negli ultimi giorni anche durante la pausa ci è stato portato un té di supporto con biscotti.
Assieme a ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Febbraio 2017
Scrivi per partecipare
Non sappiamo mai prima esattamente quello che accadrà, non c’è una programmazione scolastica. Quindi Sainkho deciderà cosa fare in relazione ai partecipanti che arriveranno. Di certo si utilizzerà, la voce, il respiro, la meditazione, non intesa come “uscita dalla realtà” ma al contrario come un modo per entrare nella realtà. Sainkho è nata nella regione di Tuva, Siberia meridionale, Unione Sovietica, ai confini con la Mongolia, possiede una tradizione culturale sciamanica, autoctona, e come artista e donna si è confrontata con retaggi di feudalesimo, oppressione sovietica e oggi con un capitalismo distruttivo. Nel Laboratorio alternerà esercizi sulla voce realizzati in gruppo, con racconti biografici (quello che noi chiamiamo Brainframe nei laboratori VAM).EndFragment
Workshop VAM ergo VOX VILLA ANGARAN SAN GIUSEPPE Via Cа Morosini 41, Bassano del Grappa (VI) 27 - 28 - 29 - 30 - 31 Agosto 2017   dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 info: secretary@kineofilm.it
Write us to participate
Assieme a ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Aprile/Maggio 2017
Dal 24 al 28 Aprile 2017 condotto daClaudio Spanò, Francesco Scarel, Erin Mckinney, Giovanni Isetta, Miriam Cossu,Luigi Brandi, Rodolfo Bisatti                                                                     Dal 2 al 6 Maggio 2017 condotto daFrancesco Scarel, Maurizio Pasetti, Lucia Cristiani, Luigi Brandi, Rodolfo Bisatti                                                               
Il Dono delle Muse
Assieme alla classe I A del Liceo Classico Elena Corner di Mirano (VE) 
Dal 12 al 16 Giugno 2017 condotto daFrancesco Scarel, Maurizio Pasetti, Luigi Brandi, Gaia Labanca, Tobia Farinati,coordinamento Rodolfo Bisatti                                           Dal 19 al 23 Giugno 2017 condotto daLuigi Brandi, Tobia Farinati, Marianna Lucido, Francesco Scarel, Mattia VisintiniCoordinamento Rodolfo Bisatti          >                                                                    
Assieme a ragazzi richiedenti asilo ospiti dell’ICS (Italian Consortium of Solidarity) - Giugno 2017